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Unconventional Love

Un rumorista e doppiatore di cartoons timido, impacciato e completamente alienato dalla realtà, e un’assistente sociale sui generis dalla vita poco ortodossa, che cerca annoiata la sua anima gemella: ecco i protagonisti di questa divertente e surreale love story firmata Nichetti.
“Volere Volare” è un film ambiguo, leggero e al contempo impegnativo, che mischia la slapstick comedy del cinema muto alla malinconia della commedia romantica, alternando le riprese dal vero all’animazione.

Con la collaborazione dell’amico Guido Manuli, creatore del Maurizio versione cartoon, Nichetti costruisce una storia che è tutto tranne che scontata, animata da irresistibili gag e da una giungla di personaggi strampalati e di scene al limite dell’assurdo.
Sua compagna d’avventura è la straordinaria Angela Finocchiaro, assolutamente esilarante nella versione parodiata, ironico-fetish di “Bella Di Giorno”.

L’unico ostacolo al successo di “Volere Volare” è determinato dal peso del suo illustre precursore “Chi Ha Incastrato Roger Rabbit?”, uscito nel 1988.
C’è infatti chi ha contestato l’opera di Nichetti, definendola una banale e mal riuscita scopiazzatura della pellicola americana.
Malignità? Direi di sì, se si pensa che l’idea di “Volere Volare” è nata ben 5 anni prima dell’uscita del film di Zemeckis.
Senza contare la scarsità di mezzi con cui Nichetti ha realizzato la sua opera, con un budget corrispondente a quello speso per i soli titoli di testa di “Roger Rabbit”.

Fortuna che questo confronto/scontro, inizialmente inasprito dalla critica, sia andato via via scemando, senza scalfire la creazione di Nichetti.
Il film, nonostante il finale un po’ frettoloso, resta un’opera fantasiosa e intelligente, che mantiene intatta la verve creativa del suo regista e interprete, riscattando, a buon diritto, la sua fama di moderno Buster Keaton.

OneLouder

“Volere Volare” vs. “Roger Rabbit”: chi si chiude in sterili confronti finisce col perdere di vista la vera anima del film, cioè la sua storia.
“Volere Volare” è una favola romantica e delicata, ma anche una coraggiosa testimonianza di anticonformismo, in cui a trionfare è lo strano, il diverso, il non convenzionale.
Fateci caso: ci sono mai stati film d’animazione, dalla “Bella E La Bestia” a “Shrek”, in cui la coppia alla fine non si sia in qualche modo uniformata?
E allora…viva il Nichetti rivoluzionario!

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Contro

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