Home > Recensioni > Wanted – Scegli Il Tuo Destino
  • Wanted – Scegli Il Tuo Destino

    Diretto da Timur Bekmambetov

    Data di uscita: 02-07-2008

    vai alla scheda del film

    Loudvision:
    Lettori:

Correlati

Un’inquadratura non vale il prezzo del biglietto

“Wanted” è un film d’azione con Angelina Jolie. Per molti, tra cui noi, questo potrebbe essere un ottimo punto di partenza. Purtroppo è anche un triste arrivo, e lo si intuisce fin da metà pellicola. Per altri, meno numerosi, si potrebbe invece partire dall’omonimo fumetto di Mark Millar e Jeffrey G. Jones. Per loro, invece, basta meno di un’ora per rendersi conto di quanto il regista Timur Bekmambetov, kazako all’esordio hollywoodiano, rifugga nei fatti dal testo che nelle sue dichiarazioni è stato una Bibbia. Basti pensare alla scelta dei protagonisti, disegnati nel fumetto pensando ad Halle Berry ed Eminem, per avere un esempio programmatico.

Quel che resta dell’opera originale è l’esistenza di una Confraternita di giustizieri, il cui scopo è quello di mantenere l’ordine e l’equilibrio nel mondo con modi e maniere a dire il vero tutt’altro che composti e posati. Tra le loro fila viene accolto il protagonista Wesley Gibson, manifesto di molte delle odierne frustrazioni da uomo qualunque, accompagnato da Angelina Jolie, impegnata in uno dei ruoli che più le si addice, una Lara Croft ancora più mascolina, seppur molto attenta alla morale.

Il principale ricercato di “Wanted” è però il buon senso, perché tutto, dallo spettacolare inseguimento iniziale, in cui viene svelato il modo più spettacolare per sedersi in auto (altro che “Hazzard”! cfr. trailer), alla soluzione finale dei crucci morali che tormentano i protagonisti, manca di una seppur fantasiosa logica e di una coerenza che lo possa rendere credibile. Il problema del film di Timur Bekmambetov non è certo che i proiettili possano essere sparati secondo traiettorie curve o che i bullet time ricorrano continuamente, bensì che a dirigere le azioni dei supereroi di turno sia un telaio collocato nel cuore di un’azienda tessile. Per quanto la metafora possa avere un senso, l’appiattimento caratteriale dei personaggi e l’assenza di un’introspezione morale che vada oltre il banale portano a sorridere di fronte a questa rappresentazione del divino, un’involontaria caricatura in grado di competere – per vie diverse – con il delirante Architetto di matrixiana memoria o con il grottesco immaginario di South Park.

Il tripudio di effetti speciali rimane quindi una cattedrale nel deserto, impreziosita da fiumi di adrenalina e inquadrature che sono autentiche perle. La visione di Bekmambetov si dimostra davvero molto promettente, ma la sua narrazione per immagini non può comunque prescindere da una sceneggiatura credibile e da interpreti che abbiano una terza dimensione, dietro al grilletto. Tra “Minority Report” e la trilogia di “Matrix”, “Wanted” ambisce senz’altro al trono poco invidiabile del secondo episodio dei fratelli Wachowski.

Scroll To Top