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Pater homini lupus

Il milieu dell’Inghilterra vittoriana si conferma inesauribile bacino di incubi.

Dopo aver assistito alla morte della madre, Lawrence Talbot ha passato la vita lontano da casa. Quando Gwen, promessa sposa di suo fratello, chiede il suo aiuto per ritovare il suo amore misteriosamente scomparso, Talbot ritorna a Blackmoor dall’enigmatico padre. Sulle tracce del fratello, scopre che una forza bruta ed insaziabile semina terrore in paese facendo a brandelli chiunque trovi sul suo cammino.

Uomo o bestia? Secondo un’antica maledizione Satana trasforma i dannati in lupi mannari al sorgere della luna piena. Lawrence scoprirà sulla sua pelle che questa maledizione lo riguarda molto da vicino.

OneLouder

Inaudita virata splatter rispetto all’edulcorato horror rosa di “Twilight”. Le notevoli idee dello script, tra cui un disturbante sottotesto psicanalitico e la riflessione sulla licantropia come metafora della malattia mentale e della diversità, sono però mortificate da una resa registica gonfia di effettacci e spudorate scopiazzature che trasformano il film in un ibrido non disprezzabile ma irrisolto tra l’horror edipico, il melo’, il monster movie e l’action fumettistico. Ritmo forsennato e ripetuti colpi sotto la cintura impediscono di addormentarsi, ma non garantiscono autentica emozione.

Pro

Contro

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