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Metti a cena uno zombie e una Pepsi…

A metà tra “Indipendence Day” e “La Notte Dei Morti Viventi”, “World War Z” è fondamentalmente un film di zombie – e non a caso il libro di Max Brooks da cui è tratto ha come sottotitolo “An Oral History Of The Zombie War”.
Prodotto e interpretato da Brad Pitt, e diretto da Mark Forster, “World War Z” ipotizza che un virus di origini sconosciute trasformi la quasi totalità del genere umano in zombie dalla forza sorprendente e dall’altrettanto sorprendente sete di sangue.

A tentare di arginare un contagio che sembra inarrestabile troviamo Gerry Lane, ex impiegato delle Nazioni Unite, il quale – pur di far sì che moglie e figlia siano accolte al sicuro su una nave governativa – accetta di tornare a sfidare il pericolo.
Una missione che lo porterà in giro per il mondo, alla ricerca di indizi per capire come il contagio avvenga e per contribuire, quindi, a trovare un vaccino.

OneLouder

Tanto spettacolare e terrificante nella prima mezz’ora, quanto ridicolo nell’ultima. Nel resto del film c’è azione a non finire, ma anche quel po’ di antropologia spicciola e quelle sfumature di dietrologia che non guastano mai in un film di cassetta. E non mancano i tocchi trash, come quando il nostro Brad si ferma a sorseggiare una Pepsi in un edificio popolato di zombie. Insomma, tante buone promesse e tanti brividi alla fine si trasformano nella solita – anzi peggio – americanata da pop-corn burrosi.

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