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Vite in tempesta

Tratto dall’unico romanzo di Emily Brontë, “Wuthering Heights” (in concorso alla 68. Mostra del Cinema di Venezia) narra di un amore appassionato e contrastato. Un contadino dello Yorkshire in visita a Liverpool incontra per la strada Heathcliff, un ragazzo senzatetto. Decide di accoglierlo in famiglia, portandolo con sé. Il ragazzo instaura una relazione con Catherine, la figlia del contadino. Mentre i ragazzi crescono, i familiari e i vicini rimangono invischiati negli spietati giochi di famiglia.

Vai quindi a vedere un classico della letteratura dell’Ottocento e ti aspetti costumi sontuosi, parlare affettato e leziosità.
Beh, scordatevelo!
Nella campagna del North Yorkshire è umido. Piove a dirotto. Il lavoro dei campi è duro. La camminata per andare a trovare i propri vicini di casa può durare una giornata.
L’isolamento è la condizione esistenziale dei personaggi. La nebbia e la bruma sono l’unica scenografia.

OneLouder

In questo contesto Andrea Arnold mette in scena il suo tradimento, raccontando la forza distruttiva della passione, e il progressivo demolirsi delle vite di Heathcliff e Catherine.
Un film costruito sul rimosso: l’assenza di una colonna sonora tradizionale a favore del vento della brughiera, l’assenza di un’illuminazione specifica negli ambienti e in esterna a favore della luce naturale. Come il rimosso è la chiave del ritorno di Heathcliff, più vendicatore che innamorato.

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Contro

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