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  • X-Files – Voglio Crederci

    Diretto da Chris Carter

    Data di uscita: 05-09-2008

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Sotto i ghiacci… sottotono

Chi ha seguito la celebre serie “I Segreti Di Twin Peaks” forse ricorderà l’ambigua figura di Dennis/Denise Bryson, agente speciale omosessuale e travestito della D.E.A., spinto a rivestire temporaneamente i panni maschili a beneficio delle indagini dell’agente Cooper. Ironicamente, ma non troppo, avremmo preferito rivedere David Duchovny en travesti piuttosto che in quest’ennesima puntatona della serie di “X-Files”.
La responsabilità del meritato insuccesso di questa pellicola non è imputabile però a Duchovny, per il quale il personaggio di Fox Mulder è come una seconda pelle e che oltretutto abita l’immaginario spettatoriale quasi solo in tal guisa. Né tantomeno la scure della stroncatura può cadere su Dana Scully, credibile quanto solo Gillian Anderson potrebbe esserlo. La coppia funziona ancora e ritrova l’affiatamento di un tempo, costituendo l’unico punto veramente solido del film.
Certo, lui esce da questa pausa di dieci anni come un eremita con annessa barba incolta mentre lei è ritornata alla professione medica e la ritroviamo nel tentativo di salvare a tutti i costi un bambino affetto da una malattia terminale (sottotrama che accompagnerà tutto il film). Ma presto la barba scompare insieme a qualsiasi speranza di un evoluzione del personaggio e lo spessore dei dubbi e dei fantasmi di Scully (il rapporto con il suo istinto materno, i limiti della scienza, il suo rapporto con Mulder) non va oltre qualche espressione preoccupata, un dialogo fastidiosamente didascalico con Padre Joseph, la prevedibile decisione finale in merito al destino del bambino malato.

L’affiatamento tra i due veterani e la rassicurante continuità con la serie che vogliono rappresentare non bastano però a sorreggere una trama fragile, circondata da atmosfere scariche e quasi mai all’altezza di quelle della serie e del primo film.
In due parole: un anziano prete di nome Joseph Crissman, grazie ad alcune visioni che egli dice di avere, permette all’F.B.I. di individuare alcuni pezzi di cadaveri appartenenti a donne scomparse recentemente nelle campagne della Virginia. Tra le donne scomparse c’è pure una agente dell’F.B.I. Data la natura del “metodo” di Padre Joseph, il Bureau contatta l’esiliato Fox Mulder attraverso Dana Scully.
Un plot che purtroppo si dimostra insipido fin dall’inizio, restando tale per tutta la durata del film. L’azione, spesso di maniera, puntella debolmente un indagine frammentata, confusa, ridicola nella sua banalità. L’ingente investimento produttivo, ben maggiore rispetto a quello del primo film e ovviamente alle singole puntate della serie, garantisce una realizzazione tecnicamente valida, ma neanche questo basta a risollevare una storia priva di suspense e più in generale colpevolmente avida di emozioni forti.
Sembra di vedere una di quelle puntate che si dimenticano presto e che invitano allo zapping. Oltretutto una puntata troppo lunga e su un ricevitore di cui non possediamo il telecomando.
Per lo spirito collezionista degli appassionati.

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