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Non ci mancherai

Shelly Brown ha ventritrè anni e una vita squallida. Le sue giornate si dividono tra alcol, litigate e sesso senza amore: Shelly (l’attrice Stella Schnabel) è la pronipote appesantita di qualche groupie anni sessanta. Finché un giorno, una discussione un più accesa del solito la trascina tra i muri di una clinica psichiatrica. Shelly ne esce presto: lei non è pazza, forse è soltanto sola. La storia di una ragazza alla disperata ricerca di sé che troppo spesso scambia provocazione per autenticità, la storia di una “sbandata”, come ce ne sono tante, raccontata da una prospettiva piuttosto originale: la sua.

Realizzato in digitale, la giovane regista Ry Russo-Young alterna cinque differenti formati per raccontarci la trama di un dramma contemporaneo, in cui le immense strade di New York si alternano ad angusti e sporchi monolocali, il talento alle difficoltà della vita, la creatività alla follia. L’ennesima storia di disagio giovanile? Non esattamente. Il rischio è alto, i cliché infiniti, ma ciò che riesce davvero a trasmettere “You Won’t Miss Me” è un disarmante senso di solitudine, la tristissima consapevolezza di essere soli al mondo, il terrore di non essere amati.

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Nulla di più profetico del titolo: “Non Vi Mancherò”. Un’irrecuperabile pazza isterica, un imprevedibile concentrato di sentimenti, una “ragazzona” che sembra adulta ma non lo è: è vero, Shelly Brown non mancherà a nessuno. Perfetta la scelta dell’attrice che, unita alla crudezza del digitale, avvicina il film al mockumentary. Interessante il ritmo e il bianco e nero, più discutibile l’impianto generale della storia, che rischia di trasformare una drammatica solitudine nell’ennesimo “sesso, droga e rock’n’roll” fuori tempo massimo.

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