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Morte e rinascita tra le nevi della Russia

Scritto originariamente da Yurij Arabov per Aleksandr Sokurov e pensato per la cantate lirica Galina Pavlovna Višnevskaja (moglie di Mstislav Rostropovi?), “Yuriev den” (” ????? ????”, letteralmente, “Il Giorno di Yuri”) diventa nel 2008 un film per la regia di Kirill Serebrennikov.

Presentato due anni fa al Festival di Locarno, è stato proiettato il 24 giugno, alla presenza della protagonista Ksenia Rappoport, nell’ambito della 46° edizione della Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro, che al cinema russo contemporaneo ha dedicato un’ampia retrospettiva.

Lyubov, celebre cantante lirica, fa ritorno a Yuriev, il proprio minuscolo paese natale, accompagnata dal figlio ventenne Andreij, riluttante a farsi coinvolgere in questo tuffo nel passato; quando il ragazzo improvvisamente scompare nella nebbia e nella neve che circondano Yuriev, per Lyubov inizia un calvario fisico e spirituale.

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Una parabola morale di morte e resurrezione nella quale l’iniziale connotazione realistica dei battibecchi tra madre e figlio ben presto si spegne per abbracciare, con dura eleganza, territori decisamente più ambigui: Lyubov affronta un percorso punitivo e crudele che progressivamente la spoglia della vita da lei scelta e costruita, fatta di musica, successo, rapporti sociali, professionali e familiari sicuri.
Lyubov muore come donna e, per dirlo con le parole di Serebrennikov, “rinasce come madre”.

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Contro

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