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Killer ascendente assassino

La pellicola narra le vicissitudini realmente accadute di un serial killer che nell’estate del 1968 sconvolse l’area di San Francisco. Dopo i delitti commessi, l’assassino rivendica le sue opere inviando messaggi crittografati con strani simboli ai maggiori quotidiani della città. Il killer, ribattezzato Zodiac, sfida la polizia con i suoi enigmi e i suoi codici che nessuno riesce a decifrare correttamente. Raccolgono il guanto della sfida i detective David Toschi (Mark Ruffalo) e William Armstrong (Anthony Edwards), il giornalista a caccia di scoop Paul Avery (Robert Downey Jr.) e il vignettista frustrato Robert Graysmith (Jake Gyllenhaal). Quest’ ultimo, appassionato di codici ed enigmistica cercherà di decifrare gli agghiaccianti messaggi dell’assassino.
Fincher torna al serial killer movie dopo l’enorme successo di “Seven”, dipingendo degli scenari in cui viene descritto lo stato d’animo dei personaggi e le loro vite sconvolte dagli eventi. La narrazione è densa di dialoghi che possono annoiare lo spettatore e che rallentano la narrazione di un plot ben scritto. La storia è ben orchestrata evento dopo evento, a ricostruire la cronaca dei fatti realmente accaduti e di quelle persone realmente esistite. Tutta la vicenda (tratta dal libro del vero Robert Graysmith) si articola in un lasso di tempo molto lungo, nel quale le indagini vengono dapprima abbandonate e poi riprese dal vignettista. Il film si potrebbe tranquillamente definire una biografia di tutti i personaggi e dei loro cambiamenti nel corso degli anni, ma potrebbe essere letto anche come uno studio storico-sociale di come sono cambiati i mezzi di comunicazione in quegli anni e dell’importanza da loro acquisita.
Tutti gli elementi, dalle musiche alle ambientazioni, sembrano suggerire fotogramma dopo fotogramma lo stato d’animo angosciato e ossessionato dei personaggi, portando vicino allo zero il livello d’azione che un thriller dovrebbe avere. In certi momenti i dialoghi si dilungano troppo, frammentando un po’ il racconto, colpevole anche la lunghezza della pellicola di due ore e mezza, tanto che “Zodiac” è stato definito un thriller non thriller, forse da chi non l’ha capito.
Per l’edizione in DVD questa pellicola presenta un prodotto con audio e video abbastanza curati, ma i contenuti extra sono realmente inesistenti.

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