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  • Zohan – Tutte Le Donne Vengono Al Pettine

    Diretto da Dennis Dugan

    Data di uscita: 03-10-2008

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Guerra alle doppie punte

Zohan è un invincibile agente israeliano antiterrorismo che sogna di fare il parrucchiere. Ha un pacco enorme, ama la disco, venera Mariah Carey e a letto predilige le anziane. Il personaggio sembra il frutto della libera improvvisazione di una mente deviata, ma si tratta di un progetto su cui Adam Sandler rifletteva da anni e che trova solo oggi la sua realizzazione. Viene spontaneo immaginarsi grandi brindisi in onore della crisi di idee a Hollywood.

La prima metà del film è una rutilante raccolta di gag tendenzialmente scurrili proposte a un ritmo serratissimo, durante le quali Zohan sventa un’azione terroristica, si scontra con l’arcinemico Phantom (John Turturro), si finge morto e vola a New York per imboccare il tortuoso sentiero verso il successo; la svolta è rappresentata dall’incontro con la palestinese Dalia (Emmanuelle Chriqui), titolare di un salone nel quale il nostro troverà un impiego e un amore politicamente corretto. Analogamente inevitabili gli sviluppi della lotta contro l’agguerrito Phantom.
In questa seconda parte il ritmo si distende e, complice l’ambientazione newyorchese, in alcuni spiragli si fanno spazio moderate ambizioni di satira sociale.

La pellicola gode di un confezionamento da blockbuster: dalla varietà di ambientazioni fino agli stunt e agli effetti speciali, tutto trasuda una qualità tecnica che odora di dollari.
Il soggetto e la trama barcollano, ma è proprio in questo che si trovano i principali motivi di interesse. Le gag fisiche e l’umorismo becero ma anarcoide avrebbero potuto spingere in là il confine di ciò su cui si può ridere, ma si limitano a spostarlo un po’ più in basso.

A ben vedere le cose becere sono altre: una storia d’amore che non ha senso d’esistere, ad esempio. E soprattutto la risoluzione dei conflitti in un volemose bene all’insegna dell’adesione più ruffiana e comoda all’american way of life. Si salva, e stupisce, Rob Schneider nei panni di un tassista arabo: forse l’unico personaggio degno di questo nome, protagonista di una storia parallela divertente e non troppo stupida. Vedere un’altra volta John Turturro impegnato in un lavoro del genere, invece, fa male al cuore.

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