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  • Redemption: The Fullness Of Time

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Il secondo passo per la Redenzione

Tornano a distanza di un paio d’anni dal debutto gli americani Redemption, ritoccati nella line-up e nelle velleità di cui si armano le loro canzoni, pur senza variare di molto l’aspetto stilistico. Se infatti, da un parte, della formazione originaria rimangono solo Nick Van Dick e Bernie Versailles, e la novità più grossa è l’ingresso in pianta stabile del cantante dei Fates Warning Ray Alder, dall’altra parte abbiamo una decina di canzoni che si dimostrano più equilibrate e attente alla forma-canzone classica rispetto a quanto si era fatto sullo steso debutto della band.
Da questi elementi scaturisce un album ben bilanciato, molto ben suonato e ottimamente interpretato dal sempreverde Ray Alder, dotato di un carisma appartenente a un altro ordine di grandezza rispetto a quello di Rick Mythiasin, suo pur valido predecessore. Un disco che si caratterizza di un progressive metal dall’attitudine molto heavy, che sa essere abbastanza piacevole e ricercato in alcune sue soluzioni, pur non riuscendo a sfuggire dallo spettro delle reminiscenze dei soliti riferimenti ai maestri del genere. Se infatti è difficile che non tornino alla mente i Fates Warning, periodo A Pleasant Shade Of Gray-Disconnected, per via innanzitutto delle interpretazioni di Ray (ma non solo per questo), che non modifica sostanzialmente il suo approccio vocale tra le due band, non sarà nemmeno molto difficile rendersi conto dell’influenza che i Symphony X hanno esercitato sui Redemption (macroscopica la citazione stilistica nell’intro di “Threads”).
Un’accozzaglia di influenze, richiami e plagi? No, davvero. Qui le canzoni sono scritte con tutti i crismi e le capacità necessarie, esattamente come sono eseguite, registrate e confezionate con tutti gli attributi necessari al loro posto. Soltanto vengono fuori alcuni richiami, come quelli di cui sopra, il che va un po’ ad inficiare la personalità del disco, senza comunque pregiudicarne la riuscita o l’efficacia. Infatti, “The Fullness Of Time” saprà infatti fare la felicità di tanti,e sicuramente tutti gli amanti del prog metal (più aggressivo) non dovrebbero lasciarlo passare inosservato.

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