Home > Recensioni > Reece Kronlund: Solid

Du’ rocce

Martin Kronlund ha fatto un po’ di roba prima di incontrare David Reece e dirgli “Facciamo un disco di quelli in cui tu canti abbestia superando le tonalità di Fabio Tordiglione e io suono la chitarra perché sono figo”.
Il risultato è un bel disco di melodic hard rock, ancora più bello per gli appassionati dei Bangalore Choir di cui fa tuttora parte il carismatico Reece.
Insomma, non si tratta della solita pappona in cui si finisce per assomigliare a questo (ma senza vasca da bagno): si sente che la composizione è avvenuta in maniera ponderata e minuziosa, che la voce è addestrata a dovere e che Kronlund ha orecchio.

Nessuno vuole far pesare la bravura con vani virtuosismi, anzi; pare che il disco sia innanzitutto la conferma che “vecchio” non sempre voglia dire “palloso”.

Pure i maggiori scettici del pianeta non potranno che arrendersi al fatto che il duo è interessante nel genere proposto.
È strano che degli uomini sì maturi siano in grado di rinfrescare l’ambiente musicale meglio di personaggi con meno anni sul groppone.
Le due rocce sono da prendere come esempio, non emulare.

Pro

Contro

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