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  • Regina Spektor: What We Saw From The Cheap Seats

    Regina Spektor

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Joyful moments

L’ora magica di Regina Spektor è tornata, dopo ben tre anni di attesa ecco il nuovo disco dal titolo complesso, raffinato e ironico, come lei del resto: “What We Saw From The Cheap Seats”.

Un fiume in piena. Quella Regina che anni fa veniva definita anti-folk ora suona un pop senza frontiere. Ogni brano è giusto apposto a quello che l’antecede.
Tracklist coi fiocchi, completa in ogni dettaglio musicale, vocale e corale, in cui ogni brano può essere definito un’opera a sé, dando come somma, però, un album indescrivibilmente affascinante nella sua complessità.

Il disco è stato anticipato qualche mese fa dal singolo “All The Rowboats”; in questi giorni esce il secondo estratto dall’album “Don’t Leave Me (Ne Me Quitte Pas)”.

Non si smentisce mai Regina Spektor, anzi, lavoro dopo lavoro, sorprende sempre. Riesce con le sue opere a farci sognare ad occhi aperti generando in chi l’ascolta una beata e ingenua allegria.
Insomma, la cantautrice russa ci ha abituato alla complessità dei suoi lavori e all’originalità dei suoi arrangiamenti assieme ad una voce peculiare.

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Contro

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