Home > Rubriche > Music Industry > Reginetta dei telecomandi

Reginetta dei telecomandi

Francesco Guccini, cantando “Reginetta Dei Telecomandi”, metteva in versi l’amore per sua figlia. La stessa espressione, oggi, val bene per introdurre qualcosa di meno “alto”, il cui acronimo sprigiona la stessa poesia di un cavo elettrico: il DTT.

Una delle innovazioni introdotte dal digitale terrestre si chiama LCN: un sistema che cura il posizionamento dei canali in automatico, evitando che l’utente perda tempo nel traghettare le emittenti nelle posizioni desiderate: RAI 1 sul tasto ‘uno’, RAI 2 sul tasto ‘due’, canale 5 sul tasto ‘cinque’ e così via.

Il posizionamento di una emittente nella griglia del telecomando incide sulla sua visibilità e quindi sul suo destino. Diventa, perciò, fondamentale una normativa che stabilisca criteri equi e trasparenti per l’assegnazione dei canali, una normativa che ad oggi non esiste.
Il vuoto legislativo è stato coperto, fino ad ora, con l’autoregolamentazione: i maggiori broadcaster del settore (RAI, Mediaset, Telecom Italia Media, Federazione Radio Televisioni, Prima TV, Aeranti-Corallo), riuniti nella DGTVi, hanno raggiunto una intesa per la spartizione della numerazione.

Non tutte le emittenti, però, aderiscono alla DGTVi e quindi accade che le dissociate scelgano in totale libertà il canale su cui posizionarsi, facendo a gara per l’insediamento nelle posizioni più nobili. I primi sei canali non sono stati, sin’ora, oggetto di contestazioni: ma dal 7 in poi è bagarre. Si registrano, infatti, centinaia di tentativi di sovrapposizione, che si tramutano in disagio per l’utente, costretto a sopportare la mutevolezza dell’etere, con reti che scompaiono e altre che ne prendono il posto. Solo i televisori e i decoder di ultima generazione consentono all’utente di gestire quest’altalena ballerina, imponendo, una volta per tutte, la propria scelta. Negli altri casi si resta soggetti ad una gestione del conflitto da parte della macchina, tramite una eliminazione casuale.

Il vuoto legislativo ha consentito questa transumanza e le numerazioni più ambite del telecomando sono diventate campo di battaglia. D’altra parte, le emittenti locali non hanno mai nascosto il malcontento rispetto all’accordo dei membri della DGTVi: un patto – a loro dire – tra pochi privilegiati, che lascia a tutti gli altri nulla di più che “il ripostiglio del tubo catodico”.

Adiconsum e CRTL hanno presentato una proposta per colmare l’attuale lacuna; essa prevede il raggruppamento delle emittenti in base al tema degli argomenti trattati e il divieto di conflitto tra le stesse. Questi i termini della proposta: dal numero 1 al 99, si dovrà rispettare la posizione che i canali avevano nell’era analogica; cioè a dire, dall’1 al 15 i canali nazionali; a seguire i canali delle tv locali. Dal 100 in poi saranno posizionati i canali rimanenti, raggruppati per tema e sistemati in modo da valorizzare le reti che trasmettono esclusivamente in digitale (Mediaset Premium, Dahlia, Cielo, Iris, Boing, Rai4 e via discorrendo occuperebbero questa fascia).

L’AGCOM avrà il compito di vagliare la proposta. L’Autorità di Calabrò, munita dei poteri per intervenire sulla questione, grazie a quanto previsto dal D. Lgs. 44/2010, potrà procedere alla stesura del piano di numerazione automatico dei canali della televisione digitale terrestre, col fine di assicurare nei confronti di tutti gli operatori condizioni eque, trasparenti e non discriminatorie.

Così, dopo Guccini, pur senza alcuna prosa, sarà l’AGCOM a incoronare la reginetta dei telecomandi.

Scroll To Top