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    Rekkiabilly

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Nuovi sapori vintage

Rekkiabilly: un nome, un’evocazione. Delle origini del gruppo, pugliesi, e della musica che propongono, il rockabilly.

E se è vero che definire è limitare, loro di certo rafforzano il concetto con il secondo album, “Banana Splint”: generi ed influenze differenti, sulla base comune del rockabilly, si contagiano e fermentano in suoni dal gusto vintage che ubriacano e conquistano.

Così lo swing, colorito da tonalità jazz-manuche, si deconnatura nel rock n’roll e muta poi in rithm n’blues, fino a toccare note vagamente country e a raggiungere echi e suggestioni surf e motown. Due cover si inseriscono poi tra i pezzi originali, i cui testi, rigorosamente in italiano, restano sinceri, casarecci, ironici e sagaci di chi canta, mai prendendosi troppo sul serio, storie di vita e di R’n’R.

Tra omaggio e reinterpretazione, “Banana Split” è una sbronza di ritmi, musiche e parole che al contrario dei più classici hangover, non provoca postumi da giorno dopo. Niente mal di testa quindi per questi azzardi strumentali, mai scontati o intuibili, e sempre coinvolgenti.

Ed è anzi il non essere convenzionale a rendere interessante ogni nota, più appetibile proprio per le disparate contaminazioni da cui essa si genera. In un panorama ormai avido di novità vere, i Rekkiabilly sono allora più che generosi e con “Banana Split” regalano altri sapori.

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Contro

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