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Rekkiabilly : Molto più che una banana

I Rekkiabilly hanno pubblicato lo scorso anno il loro secondo disco, “Banana Split”, un concentrato di rockabilly, swing e blues condito con testi ironici e divertenti contenenti tutta la solarità della Puglia. Li abbiamo intervistati in occasione dell’uscita del videoclip di “Sisma”, costruito con una serie di immagini live del “Fa Freddo Assai Tour 2012″.

“Banan Split” è il titolo del vostro ultimo disco, cos’ha in comune col gelato?
Il fatto di avere più ingredienti di una semplice banana sbucciata e mangiata.
Per rendere il nostro disco più gustoso abbiamo pensato di aggiungere un pizzico di swing e di blues arcaico e una dose abbondante di testi in italiano alla maniera di Buscaglione, Carosone o Arigliano.
Quindi una banana (pompadour) più appetitosa.

Rispetto al precedente disco è diversa anche la formazione, come sono cambiati i Rekkiabilly?
Questa è stata un po’ la caratteristica della sezione ritmica dei Rekkiabilly in questi anni, mentre chitarra e voce, sax e tromba sono rimasti invariati. La band porta avanti sempre lo stesso filone,ma ovviamente cercando di crescere nei suoni, negli arrangiamenti e nei testi, che in questo disco ad esempio sono interamente in italiano con qualche licenza dialettale. Per noi pugliesi infatti è davvero indispensabile arricchire il linguaggio con intercalari tipici, dando per scontato che dalle alpi in giù il nostro interlocutore capisca, sennò perché ridono?

Nel disco sono molto presenti gli influssi della musica d’oltreoceano, ma cosa c’è della tradizione pugliese?
Si può dire che nel nostro genere la musica d’oltreoceano è parecchio influente, e come accade per i maestri dello swing e del rock’n’roll all’italiana negli anni d’oro, era una prerogativa far subito intendere da quale parte dello stivale stessero arrivando.

“Sisma”, già singolo radiofonico, è il vostro ultimo videoclip, come mai avete scelto proprio questa canzone?
Perché è un brano molto particolare! Ha un riff blues alla Robert Johnson, un incastro ritmico tra contrabbasso e batteria intrigante e ipnotico, una sezione fiati molto potente e un testo tutt’altro che filoamericano! insomma tutto e il contrario di tutto.
C’è poi un’altra ragione più sentimentale, il fatto che fosse il brano preferito del nostro mentore Guy Portoghese, da cui tra le migliaia di cose abbiamo ereditato anche il nome.

Come avete selezionato le immagini live per il video?

Questo è tutto merito del nostro amico Kito (Marco Errico) il quale ha accettato di seguirci per due settimane nel tour antimetereologico svolto in Germania e Svizzera nel Febbraio 2012. Abbiamo conosciuto Kito nell’estate precedente al tour, grazie ai nostri fratelli The Rock’n’roll Kamikazes ai quali Marco aveva prodotto il video “Roll Roll Roll”. Sbobinando poi i tanti megabyte di riprese e foto durante il tour, ci siamo affidati a lui per il montaggio e la produzione di “Sisma” e ne siamo soddisfatti.

Nel disco sono contenute anche due cover, “Toast e Caffè Arrosto” e lo strumentale “Six By Six” di Earl Van Dyke, un omaggio alla musica che ascoltate?

Sono due pezzi straordinari degli anni sessanta che ci hanno fatto scoprire i nostri amici della scena Mod barese. Abbiamo voluto riarrangiarli in chiave swing e rock’n’roll e fare una nostra versione del testo di Mike Pedicin in italiano, un po’ come si usava all’epoca; La Caselli ad esempio rifece il pezzo dei Monkees “I’m A Believer” trasformandolo in “Sono bugiarda”. “Six By Six” invece non è un pezzo molto loquace, infatti è uno strumentale Hammond Style affascinante che consigliamo a tutti di ascoltare in entrambe le versioni.

Per la copertina del disco avete scelto di collaborare con l’associazione “StileMio”, come nasce questa collaborazione?

Non c’è voluto molto per capire che i ragazzi di Brescia dovevano curare la grafica del disco.
Siamo stati più volte loro ospiti nei concerti senza tempo firmati StileMio, e ci hanno sempre stupito per la cura dei dettagli, degli allestimenti ma anche per il pavimento appiccicaticcio di Amaro Braulio a fine festa!

Cosa pensate dello stato attuale del mercato discografico in Italia? Ha successo solo chi vince i talent?
A dire il vero pensiamo che i traguardi facili siamo un’arma a doppio taglio, e spesso si rischia di diventare delle meteore. Forse diciamo questo perché il nostro è un percorso fatto di 7 anni di sforzi e sacrifici!
Ad ogni modo oggi pare che il mercato indipendente, sia quello più ricco di contenuti e suoni interessanti in Italia, sempre con le solite eccezioni che confermano la regola.

Piattaforme per crowdfunding come Musicraiser, possono essere un aiuto per la musica indipendente?
Assolutamente si! Questi portali, usati con intelligenza e con onestà sono uno strumento utilissimo per potersi mettere in contatto con artisti e professionisti del settore, ma anche per far conoscere la propria musica ad un pubblico più ampio. Sono anche un mezzo per riuscire a produrre e promuovere i propri progetti nonostante il periodo di crisi.

Cosa avete in programma per il 2013?

Stiamo lavorando ad alcuni brani nuovi e abbiamo in serbo delle sorprese per il nostro pubblico, quindi speriamo che il nostro pubblico sappia il Serbo, sennò siamo spacciati!
Di sicuro un singolo per l’estate che se dovesse avere tre parole sarebbero più probabilmente “pinne fucile ed occhiali” piuttosto che “sole cuore e amore”.
A parte tutto, stiamo lavorando affinché il 2013 abbia un calendario di date bello pieno, e magari un disco nuovo!

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