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Renzo Rubino: E’ Ora del tour…

In giro per l’Italia con il “Secondo Rubino Tour”, Renzo Rubino ha la giusta carica per affrontare la sfida più importante di un artista, quella con il suo pubblico. Contento del risultato ottenuto sul palco dell’Ariston, Renzo Rubino ci ha raccontato in un’intervista telefonica come procede il suo tour e in cosa si distingue da quello passato.

Ecco cosa ci siamo detti..

Ciao Renzo! Bentornato su  LoudVision..
Ciaoo! Come stai?
Tutto bene grazie, e tu?
Un po’ sonno!
Preso il caffè?
Si! Ne ho presi 85..
Ahahah, allora Renzo, raccontaci un po’ come prosegue il tour..
Bello! Bello.. perché caspita, ogni volta che lo faccio sembra di entrare in un sogno! E’ divertente farlo, e secondo me anche vederlo. E’ uno spettacolo fatto di scenografie, luci, costumi. E’ come entrare in un mondo parallelo: ho fatto musica a quattro dimensioni ecco, questo è il nuovo motto. Sono molto felice perché si sta instaurando un rapporto con il pubblico molto forte e tanti di loro sono venuti a seguirmi da Napoli a Firenze, anche a Martina Franca. Insomma, è uno spettacolo che dà grosse soddisfazioni anche perché è stato impreziosito da dei monologhi di Silvia Avallone. E’ come se fosse una sorta di concept, e poi sono molto più performante dal vivo e questa cosa si vede.

Hai già fatto qualche data e tra queste anche quella a Martina Franca, il luogo in cui sei nato. Quanto è stato emozionante per te?
Si è stata una data trionfante, un concerto pazzesco nel teatro della mia città. In quel teatro dove ho iniziato: la prima volta lì a 6 anni in occasione della Festa della Mamma ho cantato “Gioco Con La Mamma”. Da lì è cominciato tutto e ci sono tornato quest’anno con questo “Secondo Rubino Tour” ed è stato un po’ come riabbracciare la mia terra e anche gli amici. E’ stato bello ritornare a casa. Spero di lasciare, nei miei prossimi tour, uno spazio, una tappa nel mio paese.
Come mai hai scelto “Renzo Rubino E Gli Altri” come frase da locandina del tour?
Allora, loro sono Gli Altri da sempre. Dovevamo trovare un nome per la band e in realtà abbiamo fatto una specie di votazione sui social e c’erano diversi nomi, del tipo “Renzo Rubino E Le Bretelle”, e tra questi c’erano anche “Gli Altri” e hanno scelto questo.
A proposito, come ti sei organizzato per la scaletta per le tue performance? E’ sempre la stessa o è soggetta a cambiamenti?
No, questo è uno spettacolo diverso rispetto a Poppins! La scenografia si è arricchita e ci sono dei costumi e racconti che prima non c’erano. Ovviamente, c’è la fusione tra alcune canzoni di Poppins e di Secondo Rubino con dei microspunti, un paio di cover. E’ uno spettacolo nuovo, diverso, però si tratta di un vero e proprio spettacolo, non un concerto.

Parliamo un attimo del post Saremo. In un’intervista pre Sanremo ci avevi detto che il tuo intento era quello di salire sul palco dell’Ariston per lasciare un graffio. Pensi di esserci riuscito?
Secondo me si, però questo me lo dovresti dire tu!
Ahaha, si secondo me ci sei riuscito.
Si, quello era il mio obiettivo. Considerando le mie medaglie conquistate sul campo e la mia storia. Comunque, per il professionismo è una storia di un anno e tre mesi di vita e abbiamo fatto dei passi in avanti.

Alla fine ha vinto “Ora” e ti sei aggiudicato anche il terzo posto. Una conferma che il pubblico aveva bisogno di questo messaggio, ovvero quel bisogno di riflettere su uno stato di infelicità generale. Sei contento?
Si sono contento. “Per Sempre E Poi Basta” era un capolavoro che prendeva altre corde. “Ora” era un messaggio più immediato. Sono due canzoni che ho scritto io e a cui sono molto legato, però non ti nascondo che quando ho suonato “Per Sempre E Poi Basta” mi batteva il cuore.
Infatti, come canzone ti ha dato anche delle soddisfazioni: ha vinto il Premio come Miglior arrangiamento..
Si si, anche durante i concerti.

Un altro anno a Sanremo, come ti sei sentito questa volta tra i Big? A me sei sembrato molto a tuo agio..
Si ero molto tranquillo. Non avevo nulla da perdere, solo da guadagnarci dall’esperienza. E poi, in realtà, va presa per quella che è. Quindi, una sorta di divertimento, di gioco. La cosa più bella che esista per chi fa questo mestiere è cantare sul palcoscenico e farsi ascoltare. Quello è “Il palcoscenico” che c’è qui in Italia e ho affrontato tutto con spregiudicatezza, con la voglia di lasciare un segno ma divertendomi, vivendo nota per nota le sensazioni che provavo in quel momento.

Tra le canzoni di “Secondo Rubino” ce n’è una che mi colpisce particolarmente ed è “Piccola”, una ballad molto riflessiva sulla musica e sui sacrifici che comporta. Perché pensi che la musica possa rovinare tutto spingendoti a rinunciare all’amore e all’amicizia?
Perché le persone iniziano a guardarti in maniera diversa, a pensare che tu sia diverso. I rapporti vengono un po’ macchiati da queste considerazioni. Si pensa che non ci sia più verità e invece non sei tu che cambi, ma è il mondo ha una concezione diversa di te. Però, è giusto anche dire che ogni tanto bisogna prendersi la responsabilità di quello che ci accade: per l’amore della musica bisogna fare dei sacrifici e anche lasciar perdere delle cose, che sono comunque fondamentali.

A me piaci perché ti trovo spontaneo, realista e un pizzico autobiografico.
Sono contento grazie!

Cosa credi piaccia di te alla gente?
La stessa cosa che hai detto tu. Perché le persone se ne accorgono. Io ho sempre tentato di essere onesto con me stesso, con gli altri e con la mia musica. Credo che l’onestà arrivi in assoluto, quindi.

I giovani di oggi, ad esempio, si perdono come dici tu nella canzone “Amico” nell’inutilità della vita e in quei valori finti che non sono più quelli di una volta. La musica può in qualche modo indirizzarli sulla dritta via, quindi esercitare un ruolo educativo?
Dipende dal tipo di musica. Non tutta la musica è educativa. Sicuramente a me ha salvato, per esempio. “Amico” dice questo: i rapporti sono cambiati a causa dell’intervento dei nuovi mezzi di comunicazione come i social.. Io mi rendo conto che un tot dei miei rapporti d’amicizia sono diversi. Prima dovevi darti appuntamento in un posto se volevi vedere una persona, e sperare che questa persona si presentasse. Oggi, invece, non è più così. Si è perso un po’ di romanticismo e anche i rapporti cambiano.

C’è comunque una speranza, nel senso che è sbagliato generalizzare e secondo me ognuno può sempre decidere di vivere il tutto moderando il rapporto con il telefono , che non deve macchiare quel rapporto fisico di amicizia e reale.

Che consiglio daresti ai giovani italiani che devono affrontare la triste realtà di non avere un lavoro, dopo anni di sacrifici a studiare?
Di non mollare, e di investire sulla qualità. Sulla loro qualità, perché è una cosa che adesso non paga ma sono convinto che in futuro sia l’unica cosa che possa dare delle soddisfazioni. In un periodo dove non ci sono più regole, l’unica cosa che si può fare è investire su se stessi, e non mollare! Non mollare assolutamente, perché la fortuna va sicuramente provocata e i treni passano. E bisogna semplicemente farsi trovare pronti!

Come mai quest’anno non ti abbiamo visto al concerto del Primo Maggio, e nemmeno a Taranto?
Ma guarda, la verità è che non sono stato bene. C’era un’idea per Taranto, ma poi è andata a scemare per una questione fisica.

Ci sono tanti giovani che vogliono intraprendere la carriera musicale e che magari non riescono. Tu hai iniziato veramente dal basso, quindi dalle piccole esibizioni nei localini, hai dovuto fare diversi sacrifici e i tuoi non appoggiavano molto la tua scelta. Alla fine è andata bene e ti stai guadagnando pian piano le tue glorie. Ti ritieni un fortunato?
Si mi ritengo un fortunato perché questo è un mestiere difficile, ma è il mestiere più bello del mondo. E’ una cosa che ti permette di essere in stretto contatto con le persone.

Pensi già a qualche progetto futuro?
Ovviamente la testa non si ferma, va avanti. Ho già un progetto, un’idea.. nuova, bella! Che per ora non ti posso dire. (ride)

Dai! Qualche accenno?
Ti posso dire che adesso continueremo a fare tanti bei concerti, e a ottobre ce ne andiamo a fare una tournée in Cina e in Giappone!

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