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    Resurrextion

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Protesta convenzionale

I Resurrextion suonano hip hop napoletano come un compito ben eseguito. Stanno perfettamente nei loro parametri, lanciano urla al cielo, protestano, dicono fra e hanno basi saltellanti cosiddette nu electro sempre un po’ uguali tra loro (che ricordano parecchio quelle più commerciali che si sentono in MondoMarcio o Fabri Fibra, in realtà).

Il CD non è registrato in modo magistrale, ma è in ogni caso di buona qualità, e i pezzi passano via senza creare danni all’ascoltatore. Un album con tante tastiere, tante effetti e a volte un brutto scadimento nel pop elettronico melodico.

Quel che resta in bocca ascoltando i Resurrextion è un forte dubbio: sono veraci e rampanti davvero o si tratta di una posa? Questo perché magari contenuti in cui la band crede davvero risultano di fatto soffocati dalla convenzionalità di atteggiamenti da hip hop (in particolare partenopeo) che la band ricalca pedissequamente.
Le basi, più che i testi, sono in ogni caso da rivedere. A volte sono scialbe e pompano poco, di fatto smorzando la forza delle parole che accompagnano.

Pro

Contro

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