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Riccardo Sinigallia: Intervista al Primo Maggio 2014

Quest’anno sul palco del Primo Maggio a Roma c” stato anche Riccardo Sinigallia, un artista che non è certo nuovo al concertine romano. Sul palco ha presentato qualche brano tratto dal suo ultimo disco, “Per Tutti”, pubblicato a febbraio e contenente anche “Prima Di Andare Via”, la canzone con la quale ha partecipato a Sanremo 2014. Nel backstage ci ha raccontato cosa significa per lui il primo maggio e come vede la sua eliminazio9ne dal Festival a qualche mese di distanza.

Qual è il messaggio che vuoi lanciare partecipando al concerto del Primo Maggio?
Un messaggio di gioia e di speranza, sono parole che negli ultimi vent’anni sono sempre state messe da parte per far emergere da un lato gli interessi, dall’altro un atteggiamento alle volte esageratamente cinico e nichilista- metto me stesso nella schiera di coloro che a tutti gli effetti si pongono in questa maniera, lo confesso. Invece ritengo sia importante in questo momento di crisi far riemergere i significati delle parole “speranza” e “fiducia nel futuro”, proprio per affrontare la situazione tutti insieme, guardandoci negli occhi, e costruire giorno per giorno un presente che tenga conto del dividere il pane. Lavorare meno e lavorare tutti.

Per te è ancora importante il concerto del Primo Maggio?
Questa è la domanda che mi state facendo tutti. Sì, importantissimo. Si tratta di una delle grandi vetrine della musica italiana ed è chiaro che sappiamo benissimo che non tutti sono rappresentati da tali grandi vetrine. A chi tocca nun s’engrugna (ride), come si suol dire, però sarebbe bello che queste occasioni tenessero sempre di più presente quale sia la situazione della musica popolare in Italia, specialmente quando si fanno questi show che sono di musica popolare, ma anche delle manifestazioni televisive. Allora sacrificare un po’ i numeri, che sono in abbondanza, e dare più spazio agli artisti che fanno musica fondamentale per il nostro paese, che è il nutrimento della cultura, della conoscenza, dei giovani e dei meno giovani, sarebbe una gran cosa.

Sono nati altri concerti oltre a quello di Roma, per la festa dei lavoratori. Come mai hai scelto San Giovanni e non, per esempio, il palco di Taranto?

Io sono stato l’anno scorso a Taranto ed è stato bellissimo, c’era uno spirito fantastico; è una manifestazione a cui mi sento affezionato e a cui sento di partecipare, anzi, li saluto. Roma l’ho scelta perché mi hanno proposto di farla. Io sono di Roma, ho due figli qui e ci vivo, quindi sinceramente era per me più facile stare da questa parte. Ad ogni modo è sempre un Primo Maggio di rilievo e di risonanza, di cui sono contento.

Tra l’altro un problema dei musicisti è proprio la mancanza del riconoscimento della musica come lavoro. In questo senso in Italia si può vivere di musica?

In questo paese è sempre più difficile vivere di musica, io a parte quest’anno- che mi è andata bene- negli ultimi anni ho sofferto di ciò e forse è anche giusto riequilibrare un po’ il senso del musicista/cantautore/artista, ovvero nella storia dell’umanità è destino avere a che fare con la precarietà in tale ambito. E secondo me è giusto tener presente che la situazione è così.
Io più che altro penso ai tecnici, ai fonici, a chi monta i palchi, ecco… Queste sono le persone da tenere in considerazione nel momento in cui si parla di lavoro nello show business. Bisogna metterle in sicurezza e pagarle bene (ride).

Qual è il prezzo che si paga da autore?

Non c’è nessun prezzo, se non l’assunzione totale della responsabilità di quello che fai, e io ho aspettato tanti anni per averla ufficialmente, quindi sono molto contento, è il ruolo che preferisco.

Un’ultima domanda: com’è stata per te l’esperienza a Sanremo?
Bellissima, perché nonostante tutto quello che mi è successo (ride) ho avuto la possibilità di far conoscere una mia canzone e non chiedevo altro. Ringrazio ancora tantissimo Fabio Fazio, Stefano Senardi, Mauro Pagani, che mi hanno scelto perché non avevo nessun tipo di buzz dietro e lo hanno fatto perché gli era piaciuta questa canzone.

Sei stato anche uno dei fortunati a essere esclusi…
Esatto, ci sono stati anche Loredana Bertè, Bobby Solo… insomma, sono in buona compagnia (ride).

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