Home > Rubriche > Ricette dal cinema > Ricette dal Cinema: la trota di Paul Mclean

Ricette dal Cinema: la trota di Paul Mclean

Molto tempo fa, quando ero un bambino, mio padre mi chiese “Norman, a te piace scrivere racconti vero?” e io risposi “Si, è vero”.  Allora lui disse “Un giorno quando sarai grande potrai raccontare la storia della nostra famiglia, solo allora sarai in grado di capire tutto quello che ci sarà accaduto e perché.”

“In Mezzo Scorre Il Fiume” (A River Runs Through It) è un film del 1992 diretto da Robert Redford è tratto dall’omonimo libro autobiografico di Norman Mclean del 1976.

Ambientato nel Montana tra il 1910 e il 1925, nella città di Missoula, il film narra la storia del rapporto tra i due fratelli Norman (Craig Sheffer) e Paul (Brad Pitt) che il padre (Tom Skerritt), rigoroso ma intelligente reverendo presbiteriano, educa nel culto di Dio, del bene e della pesca con la mosca. Per gli uomini della famiglia la pesca con la mosca è una vera professione di fede: il movimento del braccio per il lancio dell’esca è tramandato da generazioni e nessuno si è mai permesso di cambiarlo, la loro vita pare avere la cadenza di quel lancio.

I due fratelli nati sotto lo stesso tetto e cresciuti con gli stessi insegnamenti hanno caratteri completamente differenti: uno è serio, studioso e discretamente noioso, l’altro è un simpatico scapestrato.
Norman va all’università all’est mentre Paul decide di non lasciare il Montana e diventa giornalista a Helena, dove va ad abitare da solo continuando a pescare e trovando il suo ritmo personale di lancio.
I fratelli si ritrovano grandi: Norman è sempre positivo, si innamora di una ragazza e la corteggia con la discrezione tipica del primo novecento. Paul è vitale e un po’ maledetto, ha uno stuolo di donne che vorrebbero stare con lui, gioca alle carte, beve e ha la tendenza a mettersi nei guai: apparentemente strafottente, in realtà è lui a possedere il valore iniziale delle radici.
La tensione che regge tutto è data dal rapporto fra due fratelli che si studiano in ogni dettaglio, si amano e non si capiscono veramente.
L’unico vero scontro tra i due lo vediamo da adulti, nella cucina della casa d’origine, dove si picchiano fino a colpire inavvertitamente la madre che, pur di farli smettere, dice di essere caduta da sola.
In quella stessa cucina vivremo il dolore della madre che, sinceramente felice di riavere i suoi figli con sé per un intero pomeriggio, ha preparato un pranzo succulento per vedere Paul andare via prima del tempo con la scusa di stare con gli amici.
Una sera Paul ha uno scontro con certi brutti ceffi a un tavolo da poker. Con gran sollievo di Norman, mandato a casa solo la sera prima, al mattino Paul si presenta per andare a pescare come una volta insieme al padre: Norman lo guarda lanciare l’esca affascinato, riconoscendo nel fratello una tecnica e un istinto meravigliosi che gli fanno prendere la più grossa trota che si sia mai vista. Questo è il momento della perfezione di tutto: l’atto religioso della pesca, la famiglia, la magia del fiume, dei boschi e del cielo.
Norman, voce narrante del film ormai novantenne, continuerà a pescare e a lanciare senza riuscire a farlo come quel suo fratello che non ha mai capito davvero a fondo ma che ha amato con una profondità ineguagliabile.

[Reverendo Maclean] Ognuno di noi, in un momento della propria vita si troverà davanti, bisognoso di aiuto, qualcuno che ama e si porrà inesorabilmente la stessa domanda: voglio porgergli aiuto Signore, ma come, se è così grande il suo bisogno.
Poiché è vero, non riusciamo ad aiutare quelli a noi più vicini e non sappiamo quale parte di noi stessi sia meglio donare, o molto spesso, quello che decidiamo di donare, non è quello che serve.
E così sono coloro con cui viviamo e che dovremmo meglio conoscere che non capiamo, ma possiamo continuare ad amarli.
Si può dare grande amore anche senza comprendere fino in fondo.

Il rapporto dei personaggi del film col cibo è di rispetto reverenziale, è convivialità e condivisione, ma anche aspettative inattese e rammarico. Vediamo Paul bambino intestardirsi a non voler mangiare il piatto di avena per colazione e restarci seduto di fronte per ore fino ad esasperare i genitori; sempre Paul ci farà credere di considerare il pranzo in famiglia come un semplice modo per sfamarsi, mentre addentrandoci un po’ di più nella sua psicologia possiamo capire che il lasciare la tavola prima del tempo è un riflesso del suo carattere incostante e dell’insoddisfazione di non essersi realizzato come il fratello.
Norman, d’altro canto, sarà il solo dei due ad abbandonare per anni la casa genitoriale in maniera continuativa, ma il suo rientro lo riporta proprio in un pranzo preparato come se lui non fosse mai andato via.

In questa puntata di Ricette dal Cinema ho scelto di proporre un piatto semplice e molto gustoso che avremmo potuto trovare alla tavola dei signori Mclean dopo una giornata di pesca accompagnato da semplici patate lesse al prezzemolo e riso bianco: lo Spezzatino di Trota. Vi va di prepararlo insieme?

Ricette dal Cinema

Ingredienti per 4 persone:
4 filetti di trota
1 rametto di salvia
1 rametto di rosmarino
1 cipolla bianca
1 spicchio d’aglio
1 costa di sedano
Mezzo bicchiere di aceto bianco
1 tuorlo d’uovo
farina q.b.
Paprika dolce un pizzico
1 limone (scorza)
Brodo vegetale q.b.
olio EVO 4 cucchiai
Sale q.b.
Pepe rosa q.b.

Eliminiamo pelle e lische ai filetti di trota e da ciascuno ricaviamo 3-4 trancetti.
Facciamo a parte un trito con sedano, cipolla, salvia e rosmarino da mettere in una padella antiaderente con l’olio e lo spicchio d’aglio schiacciato. Facciamo insaporire io tutto a fiamma bassa per una decina di minuti.
Alla farina aggiungiamo un po’ di paprika dolce e procediamo infarinando ogni trancetto di trota prima di aggiungerli in padella. Facciamo rosolare da ambo le parti e poi aggiustiamo di sale e pepe rosa. Sfumiamo con mezzo bicchiere di aceto e aggiungiamo la scorza grattugiata di un limone.
Dopo aver fatto evaporare l’avvento aggiungiamo mezzo mestolo di brodo vegetale e lasciamo cuocere a fiamma bassa per una decina di minuti dopo i quali trasferiamo i trancetti nel piatto da portata.
Togliamo l’aglio dal fondo di cottura e aggiungiamo il tuorlo d’uovo diluito in mezzo mestolo di brodo vegetale mescolando fino ad ottenere una consistenza ben cremosa che verseremo sullo spezzatino da servire ben caldo.
Accompagniamo con patate lesse o riso bianco e un buon bicchiere di ribolla gialla.

Ricette dal Cinema

Scroll To Top