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Ricette dal Cinema: torta pere e lavanda a La Siroque

[Henry] Max ti ho mai detto perché fare il vino è per me fonte di grande piacere?
[Max] Tu non fai il vino zio henry è il sig. Duflot a farlo.
[Henry] In Francia è sempre chi possiede la terra che fa il vino. Anche se non fa nulla di più che osservar col binocolo dalla finestra del suo studio.
Io amo fare il vino perché questo nettare sublime è semplicemente incapace di mentire, vendemmiato presto o tardi non importa, il vino ti bisbiglierà in bocca sempre con completa e imperturbabile onestà ogni volta che ne berrai un sorso.

Un’ottima annata – A Good Year è un film del 2006 diretto da Ridley Scott, tratto dal romanzo omonimo di Peter Mayle.

Max Skinner (Russell Crowe) è un broker londinese molto attaccato al suo lavoro, avido e spietato, praticamente senza amici e per il quale non esistono week end e vacanze.
Ricevuta l’improvvisa e inaspettata notizia della morte dello zio Henry (Albert Finney), in qualità di unico consanguineo in vita si reca in quella parte di Provenza dove aveva trascorso tutte le sue estati fino all’età adulta, con la ferma intenzione di vendere la proprietà. Il ritorno alla tenuta Château La Siroque risveglia i bei ricordi vissuti da bambino: il tempo sembra essersi fermato, le immagini e i suoni si accavallano nella sua mente destabilizzandolo, ma non quel tanto da pensare di tenere La SiroqueFrancis Duflot (Didier Bourdon), lo scorbutico vigneron che lavorava da anni le vigne della tenuta, cerca di convincerlo a non vendere arrivando a far contraffarre l’ispezione dell’enologo per ottenere una certificazione di scarsa qualità delle vigne, ma senza esito. Nel frattempo a Londra, a causa di una manovra al limite del legale, Max viene sospeso per una settimana e decide di sfruttare quel tempo per risistemare la tenuta: Francis e sua moglie Ludivine (Isabelle Candelier) accettano di aiutarlo in cambio di mantenere il posto di vigneron presso i nuovi proprietari. Ma la Provenza riserva a Max nuovi incontri e antiche scoperte: a La Siroque giunge una ragazza di nome Christie Roberts (Abbie Cornish) che si presenta con una foto che ritrae Henry e una donna americana asserendo di esserne la figlia, cosa che potrebbe creare non pochi problemi per la vendita dell’immobile; un inavvertito scontro con Fanny Chenal (Marion Cotillard), proprietaria del bistrò del paese, regalerà a Max una nuotata nella piscina lurida della tenuta e piacevoli battibecchi; il riscoprire l’odore del mosto, l’immersione nel silenzio e nella tranquillità, la gioia delle relazioni umane e genuine e, soprattutto, i valori che lo zio aveva cercato di insegnargli lo porterà a riflettere sui piccoli piaceri della vita che sta trascurando.

[Max] Henry è sempre stato un po’ misterioso.
[Christie] In che senso?
[Max]Allora, amava l’Inghilterra, ma viveva in Francia. Amava le donne, ma mai la stessa per più di… un po’ di tempo, e non si è mai sposato. E adorava l’avventura, eppure ogni mio ricordo è ambientato nel raggio di cento metri da questo preciso punto.
[Christie] E sono bei ricordi?
[Max] No. Sono fantastici.

In una bellissima scena ambientata in un cinema all’aperto sulle note di Boum di Charles Trenet Ridley Scott rende omaggio a Jacques Tati con spezzoni di Mon oncle e Les vacances de M. Hulot: qui Max e Fanny si innamorano e poi passano insieme una notte, dopodiché lei lo lascia dicendo che, per le loro vite distanti, non può esserci un futuro. Al ritorno a Londra il capo lo metterà di fronte ad una scelta fondamentale davanti alla copia del Cipresso di Van Gogh di cui possiede l’originale in un caveau ben protetto che però non vede mai…

[Henry] Quando trovi qualcosa di buono, Max, devi coltivarlo, devi lasciare che cresca.

Il film è ambientato a Gordes e Bonnieux in Provenza, una regione del sud-est della Francia: le scene nel vigneto sono state girate a Château La Canorgue nell’area di Luberon, sempre in Provenza, durante la vendemmia del 2005.

I profumi e i colori di quei luoghi incantati, sospesi, e gli scorpioni che vediamo in alcune scene mi hanno stuzzicata per questa puntata di Ricette dal Cinema: vedrei bene la Torta alle Pere e Lavanda sia come tarda e lenta colazione sul terrazzo de La Siroque che come dessert nel bistrot di Fanny. Proviamo?

Ricette dal cinema

Ingredienti:

Per la base
100 g di burro freddo
60 g di zucchero vanigliato
25 g di farina di mandorle
1 pizzico di sale
1 uovo
180 g di farina 00

per il ripieno
2 uova
1 tazza di farina 00
1 tazza di zucchero aromatizzato alla lavanda*
2 tazze di latte aromatizzato alla lavanda**

copertura
4 pere affettate
2 cucchiai di zucchero
burro a piacere

*Zucchero aromatizzato alla lavanda
1 tazza di zucchero
1 cucchiaio di fiori di lavanda essiccati ed edibili

**latte aromatizzato alla lavanda
2 1/ 2 tazza di latte
1 cucchiaio di fiori di lavanda secchi


Per preparare lo zucchero aromatizzato è sufficiente mettere in un contenitore con coperchio lo zucchero di canna e i fiori di lavanda Il giorno prima e lasciar riposare per almeno 24 ore.
Per il latte aromatizzato facciamo bollire il latte con i fiori di lavanda per 20 minuti e poi lasciamo raffreddare.
Ora prepariamo la pasta: tagliamo il burro a dadini e mescoliamolo bene con lo zucchero di canna, aggiungiamo l’uovo, le farine setacciate insieme e il pizzico di sale. Mescoliamo bene il tutto e impastiamo velocemente fino ad avere una palla liscia che avvolgiamo nella pellicola e riponiamo in frigo a riposare per un’ora. Dopo il riposo stendiamola in una teglia da 24cm.

Nel frattempo prepariamo il ripieno: montiamo a mano le due uova con lo zucchero aromatizzato, aggiungiamo la farina setacciata e il latte aromatizzato a filo. Mescoliamo molto bene per evitare la formazione di grumi.
Ora riponiamo il ripieno nella base e inforniamo a forno preriscaldato a 180° fino a quando la crosta sarà ben dorata (nel mio forno ci impiega 25-30 minuti)

Nel frattempo prepariamo le pere togliendogli la pelle e tagliandole a fette spesse. Ora le riponiamo su una teglia imburrata e cospargiamole di zucchero.

Al termine della cottura togliamo la torta dal forno, lasciandola raffreddare per bene, e al suo posto mettiamo in forno le fette di pere per 8-10 minuti fino a quando saranno ammorbidite.
Togliamole dal forno e poniamole sulla torta assieme ad una manciata di fiori di lavanda essiccati.

Ricette dal cinema   …. o se non volete cucinare “c’è McDonald ad Avignon e Fish’n’chips a Marseille… Allez!

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