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Ricette dal Cinema: Mini Cheesecake al Grand Budapest Hotel

[Scrittore anziano] Si tratta di un errore molto comune: la gente pensa che l’immaginazione dell’autore sia sempre all’opera, che egli inventi costantemente un’infinita serie di avvenimenti ed episodi. Che semplicemente immagini le sue storie partendo dal nulla. Nella realtà, è vero l’opposto. Quando le persone scoprono che sei uno scrittore, sono loro a portarti i personaggi e gli eventi. E fin tanto che conservi la capacità di osservare e ascoltare con attenzione queste storie continueranno a…
(suo nipote lo disturba con una pistola giocattolo) Smettila! Smettila! Fermo! Non farlo!!
(riprende) Ehm, continueranno a cercarti nel corso della tua vita. A colui che ha spesso raccontato le storie degli altri, molte storie saranno raccontate.
[Nipote] Scusa.
[Scrittore anziano] Va bene. Gli eventi che seguono mi furono descritti esattamente come li presento qui. E in un modo del tutto inaspettato!

Grand Budapest Hotel (The Grand Budapest Hotel) è un film del 2014 scritto, diretto e co-prodotto da Wes Anderson, ispirato alle opere di Stefan Zweig.

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La costruzione della storia è assimilabile ad una matrioska, è un film nel quale lo scrittore narra come il suo romanzo sia nato dal racconto orale di uno dei protagonisti delle vicende narrate, Zero Moustafa che, a sua volta, è depositario dei racconti del concierge M. Gustave. La matrioska più piccola narra di un tempo andato, di quando il Grand Budapest Hotel era rinomato ed esclusivo

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[M. Gustave]  Dimmi, perché vuoi fare il garzoncello?
[Zero Moustafa] Be’, chi non vorrebbe al Grand Budapest, signore? È un’istituzione.
[M. Gustave] …Molto bene!
Le prime immagini ti mostrano una ragazza che legge un libro davanti al monumento di un importante scrittore, definito solo “The Autor”, ai cui piedi depone una chiave. Mediante un flashback, e un primo cambio di formato dell’immagine, veniamo spostati al 1985 all’interno dello studio dove l’Autore (Tom Wilkinson) sta registrando il documentario per raccontare com’è nato il suo capolavoro.
Un nuovo flashback, e secondo cambio di formato, andiamo al 1968 nella Repubblica di Zubrovska, alloggiando presso l’ormai in declino Grand Budapest Hotel. Qui l’Autore (Jude Law) si è ritirato per un periodo di riposo durante il quale fa conoscenza con il proprietario dell’hotel Zero Mustafa (F. Murray Abraham): questi accetterà di raccontargli la storia di come ne è divenuto proprietario.
Un ultimo flashback e terzo cambio di formato ci catapultano al 1932, in un Grand Budapest Hotel in pieno splendore e frequentato dalla decadente nobiltà europea, il cui Il concierge è Monsieur Gustave H. (Ralf Fiennes),un uomo di mezza età che dirige la struttura con estrema eleganza, mentre nel tempo libero intrattiene le attempate e facoltose ospiti. Tra queste c’è anche Madame D. (Tilda Swinton) che muore in circostanze oscure non appena rientrata a casa dal soggiorno al Grand Budapest. Gustave H, accompagnato dal suo Lobby Boy  Zero Moustafa (Tony Revolori), si reca a dare l’ultimo saluto alla donna proprio il giorno in cui è prevista l’apertura del testamento la cui lettura susciterà l’ira tra i parenti di lei, i foschi Desgoffe-und-Taxis capeggiati da Dmitri (Adrien Brody) affiancato dall’inquietante “tuttofare” di famiglia Joplin (Willem Dafoe): il celebre e inestimabile dipinto “Ragazzo con Mela” viene infatti destinato a Gustave H. che, incredulo, viene condotto in una stanza separata. Iniziano da qui fughe, inseguimenti, sparatorie ed evasioni di galera: tutto diviene un frenetico succedersi di improbabili avventure.

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[M. Gustave] Serge X: scomparso. Il vice Kovacs: scomparso anche lui. Madame D.: morta. Ragazzo con mela: rubato, da noi. Dmitri e Jopling: due spietati e crudeli selvaggi. Gustave H.: latitante. Che altro?
[Zero Moustafa] Zero: confuso.
[M. Gustave] “Zero: confuso” davvero! La trama si addensa, come si suol dire…. A proposito, perché? È una metafora sulla zuppa?

[Zero Moustafa] Non lo so.

Con l’aiuto di Agatha (Saoirse Ronan), pasticciera oggetto dell’amore di Zero, quest’ultimo e Gustave H. riescono a tornare al Grand Budapest ora occupato dai militari delle ZZ per recuperare il quadro che contiene un importante e decisivo segreto.

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E cosa c’ entra tutto questo col cibo, mi direte voi.
La storia viene narrata nel 1968 durante una cena dall’atmosfera onirica in cui Zero e lo scrittore sono l’unico tavolino contenente due persone in un enorme sala con pochissimi altri tavolini e commensali che mangiano ciascuno in un suo tavolo.
Il modo di raccontare di Zero viene accompagnato da vino il cui assaggio viene fatto nella miniatura di un bicchiere, con cameriere in livrea e un menù scelto dal proprietario per entrambi.
Il cibo, poi, permetterà a Gustave H di evadere dalla prigione, con dei mini-martelli che sembrano dei giocattoli nascosti da Agatha nei biscotti fatti recapitare dalla pasticceria in cui lavora, unico cibo che le guardie non controllano perché troppo bello e rinomato.
E sempre le scatole rosa dei Courtesan su Chocolat, le divise color confetto e il piccolo furgoncino, permetteranno a Gustave H e a Zero di rientrare nel ‘loro’ hotel occupato dai militari.

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Per questa puntata di Ricette dal Cinema mi sono lasciata ispirare dalla pasticceria Mendl’s di Zubrowka e dalla bella Agatha, cercando qualcosa di semplice ma gustoso. Vi propongo una ricetta da personalizzare a vostro piacere e per la quale non dovrete accendere  il forno, un plus in queste torride giornate estive: le Mini Cheesecake allo Yogurt e frutta.

Ingredienti per 12 mini cheesecake
Ricette dal Cinema - dolce
Per la base
• 230 g di biscotti digestive o frollini
• 100 g di burro
Per il ripieno
• 350 g di ricotta freschissima
• 100 g di zucchero
• 300 g di yogurt intero gusto preferito
• 200 g di panna fresca liquida
• 1 cucchiaio di zucchero a velo
• 4 fogli di colla di pesce (8 g)
• 40 g di latte
Per il topping alla frutta
• 250 g di confettura preferita
• 1 cucchiaino di pectina (o 5g di maizena)

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Iniziamo frollando i biscotti con il mixer, nel mentre facciamo sciogliere il burro molto dolcemente per poi unirlo al composto di biscotti. Inseriamo nello stampo per muffin i piroettino di carta (o non riusciremo a togliere le cheesecake), pressiamone il composto sul fondo aiutandoci col dorso di un cucchiaino. Mettiamo lo stampo in frigo e facciamo rassodare per almeno 20 minuti.
Nel frattempo prepariamo il ripieno mescolando bene la ricotta con lo zucchero: il composto deve stare in frigorifero almeno per 15 minuti, dopo i quali va passato velocemente nel mixer per pochissimi minuti al fine di togliere i grumi prima di aggiungervi lo yogurt. Ora montiamo la panna con un cucchiaio di zucchero (dovrà risultare semi montata, non ben ferma) e uniamola al composto con movimenti lenti dal basso verso l’alto.
Ammolliamo la colla di pesce per 15 minuti in acqua fredda, togliamola e strizziamola molto bene prima di somiglierà con 40g di latte su fuoco molto dolce. Lasciamola intiepidire per bene e uniamola al composto del ripieno che avremo tenuto a temperatura ambiente (se è freddo la colla di pesce si raggruma).
Mettiamo sulla base di biscotto qualche pezzetto di frutta, versiamo la crema di yogurt e ricotta lasciando 1 cm di borso libero, copriamo con pellicola alimentare e mettiamo in freezer per 2 ore.
Nel frattempo sciogliamo la confettura con 3 cucchiai di acqua e mescoliamo Comin la pectina (o la maizena) fino ad ebollizione. Lasciamo intiepidire e mettiamo sulle cheesecake che riponiamo nuovamente in freezer per almeno un’altra mezz’ora.
Una volta tolte dal freezer, leviamo subito i pirottini di carta per poter servire le nostre cheesecake decorate a piacimento con frutta fresca.

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Prima di salutarvi ho per voi un contenuto speciale: lo staff di Mendl’s, premiata pasticceria dell’immaginaria Zubrowka, ci mostra come fare in casa i leggendari Courtesan au Chocolat, apprezzati da Monsieur Gustave H e da tutti gli ospiti e le ospiti del Grand Budapest Hotel.

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