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Ricette dal Cinema: Iceberg, pere e formaggio sul Titanic

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[Rose] Sono trascorsi 84 anni
[Lovett] Eh Non fa niente, cerchi di ricordare quello che può, qualunque cosa
[Rose] La vuol sentire questa storia, sig. Lovett?
[Lovett] Scusi…
[Rose] Sono trascorsi 84 anni, e ancora sento l’odore della vernice fresca. I servizi di porcellana non erano mai stati usati. Nessuno aveva mai dormito tra quelle lenzuola. Il Titanic era chiamato “la nave dei sogni”. E lo era. Lo era davvero.

Indimenticabili queste battute di Titanic, film del 1997 co-montato, co-prodotto, scritto e diretto da James Cameron.

Ho avuto recentemente il grandissimo piacere di assistere presso il Teatro Arcimboldi di Milano alla prima assoluta italiana di Titanic Live evento in cui il film capolavoro di James Cameron è stato proiettato in lingua italiana e con la colonna sonora originale del compositore premio Oscar James Horner eseguita dal vivo dall’Orchestra Italiana del Cinema: se già il film da solo ha il potere di farci ancora commuovere guardandolo seduti sul divano di casa, con l’orchestra dal vivo vede un crescendo di emozioni fino ad un’esaltazione che, nella scena finale sulla scalinata della prima classe, ha il potere di rompere ogni singolo argine anche ai più impassibili.

Il 10 aprile 1912 dal porto di Southampton parte il Titanic, maestoso transatlantico britannico (ma fabbricato presso i cantieri di Belfast) pubblicizzato come inaffondabile, al comando di Edward Smith (Bernard Hill): otto giorni di navigazione per arrivare a New York e permettere al comandante di chiudere con tutti gli onori i quarant’anni di carriera.
Tra gli oltre 2200 passeggeri vi sono Rose DeWitt Bukater (Kate Winslet) assieme alla madre Ruth (Frances Fisher) e al fidanzato Caledon “Cal” Hockley (Billy Zane): si stanno recando a Philadelphia per il gran galà del loro fidanzamento, al quale è invitata tutta l’alta società della città. E quale modo migliore per iniziare la loro vita piena di agi e ricchezze se non l’arrivare con il mastodontico nuovo gioiello della compagnia di navigazione White Star?
Rose ha accettato di sposare Cal dietro grandi pressioni della madre per salvare la famiglia dalla bancarotta a seguito della morte del padre che le ha lasciate piene di debiti: solo il loro nome di famiglia è, al momento, ancora prestigioso e hanno bisogno dei soldi e della posizione degli acciaisti Hockley per mantenere anche la loro. Seppur arrogante e pieno di pregiudizi Cal è sinceramente innamorato della giovane Rose, ma il background familiare e la ricchezza gli fanno credere che tutto, anche l’amore, possa essere comprato col denaro.

Il secondo giorno di navigazione, dopo la cena, la pesantezza delle responsabilità impostale dalla sua condizione prova seriamente Rose che corre per mezzo ponte superiore fino ad arrivare a poppa: qui tra le lacrime osserva l’acqua nera mossa dalle eliche e scavalca il parapetto decisa a buttarsi di sotto. La vede Jack Dawson (Leonardo DiCaprio), giovane artista squattrinato originario del Wisconsin che ha vinto il biglietto del Titanic con una partita a poker conclusasi giusto cinque minuti prima della partenza del transatlantico. Parlando con lei e distraendola riesce a convincerla a non suicidarsi

[Jack] È mai… stata nel Wisconsin?
[Rose] Cosa?
[Jack] Be’, gli inverni da quelle parti sono tra i più freddi. Io sono cresciuto lì, vicino a Chippewa Falls. Ricordo, una volta, da bambino, io e mio padre andammo a pesca sul lago ghiacciato, vicino alle cascate. La pesca sul ghiaccio, sa, è quando…
[Rose]  So cos’è la pesca sul ghiaccio!
[Jack] Mi scusi. Lei ha tanto l’aria di, come dire, di una timorata di Dio… Comunque, il… ghiaccio ha ceduto, e io sono caduto in acqua. E mi creda, cadere in acque gelide, come quelle laggiù, è come avere tutto il corpo trafitto da mille lame. Non riesci a respirare. Non riesci a pensare… a nulla, tranne che al dolore. Ed è per questo che non ci tengo a tuffarmi dietro di lei. Ma, come ho già detto, non ho scelta. Da una parte, spero che lei riscavalchi il parapetto, e mi risparmi quest’incombenza.
[Rose]  Lei è pazzo.
[Jack] Non è l’unica a dirlo, ma… con tutto il rispetto che merita, signorina, non sono io quello appeso alla prua di una nave. Per favore, avanti, allunghi la mano. Non vorrà commettere una simile sciocchezza. [Rose afferra la mano di Jack e si gira] Mi chiamo Jack Dawson.
[Rose] Rose Dewitt Bukater.
[Jack]  Devo chiederle di scrivermelo, il suo.

Mentre sta scavalcando il parapetto per tornare sulla nave, però, Rose inciampa sull’abito e scivola. Mentre Jack la sta tenendo e tirando verso il ponte le urla della ragazza attirano l’attenzione di due dell’equipaggio che li raggiungono nel momento in cui Rose è stesa sul ponte e Jack le è sopra: fraintendendo la scena chiamano le guardie e ammanettano il ragazzo mentre Rose cerca di spiegare a Cal che è stato un incidente, che si era sporta per vedere le eliche ed era scivolata, e che se non fosse stato per Jack sarebbe finita male.
Per ringraziarlo simbolicamente del salvataggio Cal lo invita a cenare al loro tavolo la sera seguente: il suo intento è quello di ridicolizzarlo al fine di metterlo al suo posto e di farlo rapidamente dimenticare a Rose.
Preoccupato dalla malinconia della promessa sposa Cal mostra a Rose il regalo di fidanzamento ufficiale, promettendole un futuro regale

[Cal] So che sei malinconica. Non pretendo di sapere il perché. Avevo intenzione di conservarlo per il galà di fidanzamento della settimana prossima. Ma ho pensato che stasera… [le mostra il Cuore dell’Oceano]
[Rose] Dio mio!
[Cal] Forse come summa dei sentimenti che provo per te.
[Rose] È un…
[Cal] Diamante? Sì. 56 carati per essere esatti. Lo indossò Luigi XVI. E lo chiamarono “Le Coeur de la Mer”.
[Cal e Rose] Il Cuore dell’Oceano.
[Cal]  Già.
[Rose] È prodigioso.
[Cal] Be’, è da reali. E noi siamo reali, Rose. Sai, non c’è nulla che io non possa darti. Non c’è nulla che io ti negherei, se tu non negassi me. Oh, aprimi il tuo cuore, Rose.

Per ringraziare il suo salvatore il giorno seguente Rose decide di trascorrere con lui un po’ di tempo passeggiando sul ponte di prima classe: i due si raccontano le loro vite, Rose è affascinata dal carattere di Jack e dai disegni che realizza ritraendo mani, visi, persone.

[Rose] Be’, lei ha un dono, Jack. Davvero. Sente le persone.
[Jack] Sento lei.
[Rose] E quindi?
[Jack] Non si sarebbe buttata.

Alla cena Jack si presenta con un abito molto elegante grazie all’aiuto di Margaret “Molly” Brown (Kathy Bates) e apprende velocemente il modo di porsi dei ricchi di prima classe mentre aspetta sotto alla scalinata l’arrivo dei suoi ospiti: Ruth e Cal gli passano accanto senza nemmeno notarlo mentre Rose lo riconosce subito. Durante la cena la madre e il fidanzato della giovane non si fanno scappare l’opportunità di stuzzicarlo da subito per fargli rivelare le sue origini chiedendogli degli alloggi di terza classe. Elegantemente Jack risponde alle domande e non si lascia scappare la possibità di esprimere la sua visione della vita, nettamente in contrasto con quella dei suoi commensali

[Ruth] E a lei piace quest’esistenza priva di radici?
[Jack] Be’, sì, signora, mi piace. Insomma, ho tutto quello che occorre proprio qui, con me. Ho aria nei polmoni e qualche foglio immacolato. Mi piace svegliarmi la mattina e non sapere cosa mi capiterà, o chi incontrerò, dove mi ritroverò. Proprio l’altra notte ho dormito sotto un ponte, e ora mi trovo qui, sulla più imponente nave del mondo, a bere champagne insieme a delle persone raffinate come voi. […] Secondo me la vita è un dono, non ho intenzione di sprecarla. Non sai mai quali carte ti capiteranno nella prossima mano. Impari ad accettare la vita come viene. […] Così ogni singolo giorno ha il suo valore.
[Molly] Ben detto, Jack.
[Rose] Al valore di ogni singolo giorno.
[Tutti in coro, brindando] Al valore di ogni singolo giorno!

Al termine della cena Jack lascia un bigliettino nella mano di Rose, con cui la invita a trovarsi sotto l’orologio della scalinata: ora è il momento di divertirsi davvero e mentre le signore dell’alta società chiacchierano in sala da pranzo e gli uomini si ritirano a bere wisky fumando sigari e parlando di politica i due si dirigono nella Sala da Ballo della Terza classe. Qui Rose balla, beve birra e conosce i compagni di viaggio del ragazzo: Fabrizio con la bella Helga, Tommy l’irlandese e la piccola Cora, ballerina preferita di Jack.

Durante la festa, però, i due sono spiati da LoveJoy (David Warner), maggiordomo e uomo di fiducia di Cal: la mattina dopo il promesso sposo affronta Rose nel terrazzo privato imponendole prepotentemente di essergli fedele, lasciandola atterrita e in lacrime tra i cocci rotti del tavolo della colazione rovesciato in un moto d’ira. Anche Ruth, accortasi dell’attrazione che la figlia inizia a provare per il giovane Jack, la obbliga a non frequentarlo più per scongiurare la vita di miseria che le attenderebbe se il matrimonio con Cal andasse a monte. Rose decide di sottomettersi al volere della madre e scongiura Jack, che è venuto a cercarla sul ponte di prima classe scavalcando i ponti divisori, di lasciarla in pace perché starà bene senza di lui.
Poco dopo, però, nella sala da tè Rose osserva come una madre educa la figlia a stare composta al tavolo, a tenere il tovagliolino in un certo modo e la schiena diritta, e vive tutta insieme l’infelicità passata e quella che l’aspetta nel suo mondo altolocato: va quindi alla ricerca di Jack e i due si dichiarano il reciproco amore sulla prua della nave al tramonto del 14 aprile, due giorni dopo essersi conosciuti.

Quella stessa sera Rose porta Jack nelle sue cabine e gli chiede di ritrarla come le sue ragazze francesi, con solo il Cuore dell’Oceano indosso: è decisa a lasciare un messaggio di indipendenza a Cal

[Rose] Come sei serio. Ho l’impressione che tu stia arrossendo, signor Grande Artista. Non riesco a immaginare monsieur Monet che arrossisce.
[Jack]  Ma lui dipinge paesaggi.

Poco dopo i due innamorati vengono scoperti da Lovejoy che, dopo aver cercato Rose tutta la sera, li segue lungo i corridoi della terza classe giù fino alla sala motori perdendoli.
Nella stiva, tra i bagagli ingombranti e i veicoli dei passeggeri, la coppia si dimostra il reciproco amore e progetta di andarsene insieme una volta arrivati in America.

Quella notte, però, il mare è completamente piatto e vi è assenza di luna: per le due vedette è difficile scorgere gli ostacoli senza i binocoli inspiegabilmente assenti sulla nave (la storia racconta che furono portati via, in quanto di sua proprietà, dal secondo ufficiale spostato presso altra nave alla partenza a Southempton e che non furono reintegrati per errore a causa della fretta di partire). Allertato dai marconisti di alcune navi vicine, l’equipaggio era a conoscenza della presenza di alcuni iceberg lungo il loro tragitto e aveva modificato la rotta senza però abbassare la velocità di crociera alla ricerca del sensazionale arrivo in anticipo di un giorno a New York.
L’iceberg viene avvistato, a occhio nudo, troppo tardi, viene subito dato l’allarme e cercata la correzione della rotta con un’inversione di marcia ma è troppo tardi: la collisione sott’acqua contro il colosso di ghiaccio provoca falle nello scafo non avvertibili alla prima e seconda classe se non con un lieve tremolio, alla terza classe con un tonfo sordo, ma immediatamente riscontrabile dai fuochisti che la sentirono come un rumore assordante di ferraglia e con il successivo allagamento dei locali.

Jack e Rose, in quel momento sul ponte della nave, assistono alla collisione e ascoltano gli ufficiali e gli ingegneri di bordo discutere dell’accaduto insieme al capocantiere comprendendo la gravità della situazione. I due corrono ad avvisare Cal e Ruth ma l’uomo, che ha trovato il ritratto ed è furioso con i due innamorati, fa in modo che Jack sia accusato di aver rubato il Cuore dell’Oceano, arrestato e rinchiuso nei meandri della nave ammanettato ad un palo mentre sulla nave sono in corso le prime manovre d’emergenza.

Per un fattore puramente estetico sulla nave vi sono scialuppe per circa metà delle persone imbarcate: il comandante, sconvolto, dà l’ordine di far imbarcare sulle lance prima le donne e i bambini secondo un protocollo storico di tipo cavalleresco/marinaro, e invia richieste di soccorso a tutte le navi nelle vicinanze ma sono tutte troppo lontane perché possano intervenire in tempo: secondo il progettista in un massimo di due ore la nave affonderà.

Gli ufficiali e l’equipaggio iniziano a preparare le lance permettendo ai passeggeri di prima e seconda classe di presenziare sul ponte: tutti i passeggeri di terza classe, invece, vengono tenuti rinchiusi nel loro settore in attesa di terminare il salvataggio di tutte le donne e i bambini già presenti sul ponte. I commenti di Ruth che pretende una suddivisione in classi delle scialuppe, e spera anche di non trovarle troppo affollate, risvegliano Rose che si rende conto che Cal ha teso una trappola a Jack perché venisse arrestato: senza spiegazioni rifiuta un posto su una lancia, da l’addio alla madre già sulla scialuppa e corre a liberare Jack.
In mezzo a fiumi d’acqua i due trovano una via per salire sui ponti superiori e si dirigono verso una delle ultime scialuppe disponibili: qui Cal li individua e tenta in extremis di ricomporre un’immagine positiva a Rose dandole prima il suo cappotto per scaldarsi e poi assicurandole che dall’altro lato della nave un ufficiale ha garantito per lui e per Jack i posti sulla scialuppa. Mentre viene calata con le altre donne verso l’oceano Rose si rende conto che in realtà la garanzia vale solo per Cal e, disperata, si lancia sul parapetto per tornare a bordo e non lasciare l’amato.
Distrutto dall’amore reciproco dei due Cal prende la pistola e inizia a inseguirli sparandogli: esauriti i colpi e comprendendo che la situazione della nave è sempre più critica, è costretto a lasciarli andare, realizzando tra risa isteriche di aver lasciato il proprio cappotto con il Cuore dell’Oceano a Rose.

La lotta di classe si annulla nel momento in cui dalla terza classe si rompono i cancelli, tutti i passeggeri si riversano sul ponte centrale e finalmente compreso che il denaro non può essere in grado di garantire alcuna incolumità: dalla prima alla terza classe è una lotta disperata alla sopravvivenza, solo uomini uguali di fronte a questo incredibile disastro.
Vediamo tra i ricchi signori in prima classe Benjamin Guggenheim che sceglie di non tentare di salvarsi e osserva sconvolto l’acqua brandirlo con un ultimo brandy in mano, una madre che addormenta i figli con una favola in terza classe consapevole che non c’è speranza per loro e i coniugi Strauss di prima classe che rifiutano i posti sulle scialuppe con la dichiarazione d’amore “Siamo stati insieme per quarant’anni: dove vai tu, vado anche io” (scena che tra quelle tagliate e presenti nell’edizione del 2012) e che vediamo abbracciati nel proprio letto, prima che l’acqua inondi la cabina.

In mezzo a queste vite che rincorrono la sopravvivenza o che si arrendono ad un destino di morte assistiamo anche al mirabile lavoro dei musicisti che smisero di suonare solo quando la nave fu completamente sommersa con solo la prua fuori dall’acqua:

[Violinista 1] A che serve? Nessuno ci sta ascoltando!
[Violinista 2] Be’, non ci ascoltano neanche a cena!

Tra i reperti ritrovati con il relitto del Titanic (magari ad opera di Brock Lovett? ) vi sono i menù degli ultimi pasti serviti sul transatlantico: molte prelibatezze per la prima classe , meno ricco ma comunque pieno di manicaretti per la seconda classe, molto più povero ma comunque vario quello di terza classe.

 

Ricette dal Cinema - Titanic Menù

 

Un po’ per ironizzare, è un po’ per entrare nella stagione estiva, per il nostro appuntamento con Ricette dal Cinema oggi vi propongo una ricetta a base di Iceberg, non di ghiaccio ma d’insalata: Lattuga Iceberg al formaggio e pera.
Di sicuro non sarebbe sfigurata tra i menù serviti sul Titanic, per sgrassare i palati di prima e seconda classe o per allietare quelli di terza.

Grembiuli a noi, iniziamo!

Ricette dal Cinema - contorno

Ingredienti

un cespo insalata iceberg
1 pera
8 noci
asiago
olio evo, sale e glasse di aceto balsamico

Iniziamo lavando il cespo di insalata ‘iceberg per poi tagliarlo a fettine sottili sistemarlo in una ciotola capiente. Dopo aver tagliato a cubetti il formaggio asiago (la quantità a seconda di come lo preferite), lo uniamo all’insalata per poi aggiungervi i gherigli di noce spezzettati. Puliamo la pera e tagliamola a dadini.

Condiamo con un pizzico di sale, olio EVO e glassa di aceto balsamico

Ricette dal Cinema - contorno

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