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Ricette dal Cinema: roast beef a Gosford Park

[Autista] Non stare lì impalata dammi una mano con la capotte.
[Maggiordomo] Mary, Merriman, siete pronti?
[Autista] Mary?
[Cameriera personale] Si sig. Burkett
[Maggiordomo] È tutto pronto milady

Gosford Park è il giallo sotto forma di commedia che il regista Robert Altman crea ambientandolo in un’aristocratica villa nell’Inghilterra dei primi anni ‘30 del Novecento tra nobili e valletti al loro seguito.

Le prime immagini immortalano un autista che, davanti all’ingresso di una casa signorile, si fa aiutare dalla cameriera personale della contessa a preparare l’auto sotto uno scrosciante acquazzone: sarà proprio attraverso gli occhi della giovane Mary (Kelly McDonald) che lo spettatore potrà seguire ogni intrigo che si svilupperà a Gosford Park dove parenti e amici si stanno dirigendo per una riunione di famiglia con tradizionale battuta di caccia.

Assistiamo subito alla frenesia dei piani bassi, dove la capo cameriera di casa Mrs Wilson (Helen Mirren) organizza gli spazi per gestire tutti i valletti giunti a seguito degli invitati, mentre ai piani nobili gli aristocratici si accolgono a vicenda iniziando subito a rivelare le loro forti caratterizzazioni: Sir William McCordle (Micheal Gambon), padrone di casa con una spiccata propensione per le donne, e la moglie Lady Sylvia (Kristin Scott Thomas), molto più giovane di lui, ricevono e ci presentano via via i personaggi che includono Lady Trentham (Maggie Smith), contessa squattrinata e zia di lady Sylvia, Anthony Meredith (Tom Hollander) eroe della Prima guerra mondiale con la moglie, Morris Weissmann (Bon Balaban) produttore di Hollywood giunto per fare ricerche per il suo prossimo film e Ivor Novello (Jeremy Northam) star del cinema. Ci sono poi Isobel (Camilla Ruthrford), figlia dei padroni di casa, e Louisa (Geraldine Somerville), sorella minore di Sylvia, con il marito.

Molto presto vediamo che nei rapporti tra i ventisei personaggi principali del film vi sono segreti imbarazzanti, conflitti e legami ben nascosti.
Il week end procede tra cene formali e dopocena che lo sono decisamente meno, colazioni a letto con addosso la pelliccia di volpe per proteggersi dal freddo e la battuta di caccia con imprevisto. I frammenti di conversazioni, le espressioni seminascoste, i pettegolezzi della servitù e le maldicenze dei ricchi invitati ci rivelano via via gli scenari sotterranei tra personaggi vecchi e nuovi e dipingono il ritratto delle classi sociali inglesi e delle loro rigide e inviolabili gerarchie del periodo.
Improvvisamente il padrone di casa viene ritrovato assassinato da una pugnalata nel suo studio, dopo essersi assentato per controllare i propri fucili: ben presto si scoprirà che molte persone, tra gli ospiti della villa, avevano un valido motivo per desiderarne la morte.

[Weissmann, al telefono con la Calofornia] Certo, si beh, però credo sia chiaro che è stato il valletto. No perché il valletto ha accesso a tutti gli altri. No Il valletto non è il maggiordomo. No, c’è un maggiordomo e diversi valletti che si aggirano dappertutto. Il valletto si occupa della persona va nella sua stanza di notte quindi se vuole può farlo.

Nei momenti dei pasti sia ai piani nobili che a quelli bassi i personaggi si raccontano e si confrontano, ma con una fondamentale differenza: se tra la servitù lo scambio è comune a tutti e volto alla conoscenza, ai piani alti gli aristocratici parlano solo con chi hanno seduto accanto e sempre con quella punta di acidità atta a tenere le distanze date dal rango.
I pasti ai piani nobili sono quasi un’escalation verso il distacco emotivo: durante la prima cena i personaggi si esplorano e svelano le loro caratteristiche più superficiali, al pranzo di caccia iniziano a svelarsi le tensioni, alla seconda cena, l’ultima col padrone di casa in vita, l’atmosfera è decisamente tesa con tentativi di sdrammatizzazione mal riusciti.
[Weissman] Come fai a sopportare queste persone?
[Novello] Oh, sono i personaggi che io di solito interpreto.
I fuori pasto sono poi pretesti per incontri illeciti o ingiustificate sparizioni di scena.
Per questa puntata di Ricette dal Cinema mi sono lasciata ispirare dal pranzo durante la battuta di caccia, leggermente più informale rispetto agli altri pasti sia per la location all’aperto che per gli spazi necessariamente più ristretti tra i commensali. Dopo un aperitivo a base di Bloody Mary possiamo gustare del buon Roast Beef all’Inglese accompagnato da una citronette alle erbe aromatiche, patate al forno e insalata verde mista con pomodori. Una ricetta tanto semplice quanto gustosa. Iniziamo!

Ricette dal Cinema
Ingredienti per 6/8 persone:
1,5 kg di costata di manzo senza osso (o controfiletto o lombata) già legato dal macellaio
4-5 rametti di rosmarino
5-6 foglie di salvia
Sale grosso q.b.
1 bicchiere di vino bianco secco
olio extravergine di oliva
sale e pepe
Iniziamo massaggiando la carne con del sale grosso misto agli aromi (rosmarino e salvia) finemente tritati.
Mettiamo poi la carne in una pentola a fondo alto con olio EVO, sale e pepe a fuoco vivace, facciamo rosolare bene su tutti i lati, bagniamo col vino e facciamo evaporare bene. Durante la cottura non dovrebbe essere necessario aggiungere ulteriori liquidi perché la carne dovrebbe rilasciare il proprio sughetto ma se dovesse rivelarsi necessario, può capitare se il pezzo di carne è troppo magro, possiamo aggiungere un mestolo di acqua.
Facciamo cucinare per venticinque girando di tanto in tanto, lasciamo la carne nella pentola a fuoco spento fino a completo raffreddamento con coperchio chiuso.
Procediamo ora avvolgendo il pezzo di carne in un foglio di carta alluminio per 15/20 minuti e raccogliamo il succo di cottura che ci servirà per condire poi il nostro roast beef.
Affettiamo finemente la carne che possiamo servire sia calda che fredda abbinandolo ad una citronette alle erbe aromatiche miste frullate con olio, succo di limone, sale e pepe.

E come dice Lady Trentham  “Oh la pappa! Gnam gnam gnam
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