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Ricette dal Cinema: conoscete la signora Toku?

[Toku] Senta signore, questi ciliegi sa dirmi chi è stato a piantarli?
[Sentaro] No, io non sono da queste parti.
[Taku] Verrò di nuovo a trovarla. Arrivederci.
Queste sono tra le prime battute che sentiamo scambiarsi due dei personaggi principali di “Le ricette della signora Toku”, che non coincidono però con l’inizio del film in quanto la regia di Naomi Kawase (che lo ha anche scritto basandosi sull’omonimo romanzo di Durian Sukegawa) si diletta a raccontarci le atmosfere con belle inquadrature di primi piani, paesaggi cittadini e quotidianità. L’atmosfera che permea il film è estremamente delicata e le tonalità sono sempre molto tenui.

 

In un piccolissimo chiosco di dolci alla periferia di Tokyo incontriamo Sentaro (Masatoshi Nagase) che per vivere cucina e vende dorayaki ad un ristretto gruppo di avventori tra cui Wakana (Kyara Uchida), giovane studentessa che vive con la madre e il canarino.
Una mattina di primavera Toku (Kirin Kiki), vecchietta settantaseienne, si presenta in negozio attratta dal profumo e chiede di essere assunta come aiuto cuoco. Sentaro educatamente rifiuta, facendole comprendere che il lavoro è pesante anche a causa dei problemi alle mani e alle dita che Toku le conferma subito di avere, e le offre un dorayaki: il giudizio della donna sul dolce sarà estremamente positivo riguardo alla pasta ma tiepido in relazione alla marmellata all’interno. Pochi giorni dopo Toku ritorna e porta con sé della marmellata di fagioli rossi (anko, detta an) fatta da lei che Sentaro trova deliziosa: decide quindi di assumerla.
Molto rapidamente la gente accorre al piccolo chiosco che vede crescere esponenzialmente le vendite. Nel frattempo Toku insegna a Sentaro a cucinare una buona an: assistiamo a tutto il procedimento in ogni suo dettaglio minuziosamente spiegato, che prevede l’ “ascoltare” e “rispettare” i fagioli azuki accogliendoli nel nuovo ambiente con delicatezza.
Dopo poco la proprietaria del negozio impone l’allontanamento di Toku: la vecchina risulta affetta da lebbra e la notizia si starebbe già diffondendo in tutta la città. Sentaro sceglie di ignorare l’avvertimento ma a poco a poco i clienti cominciano a diminuire fino a scomparire del tutto. Avendo compreso la situazione Toku si licenzia, rivelando la sua storia a Sentaro attraverso una commovente lettera in cui condanna il pregiudizio della società (lei non è più contagiosa e non è sfigurata dal suo male) e lo incoraggia a trovare la sua vera strada.

 

Anche se ci sforziamo di vivere in modo irreprensibile può succedere comunque che l’incomprensione della società ci annienti. A volte però bisogna dare prova di saggezza. Forse avrei dovuto spiegarglielo prima.
Io penso che un giorno arriverà a preparare da solo i suoi dorayaki in modo che le rassomiglino. 
La prego non si scoraggi, segua la sua strada. Sono certa nel profondo del cuore che lei ne è capace.

 

Non vedendola più al chiosco, Wanaka confessa di aver parlato della malattia di Toku e per farsi perdonare propone di andare a trovare la donna al lebbrosario.
Questi personaggi formano un’ideale famiglia alternativa unita non solo dalla passione per i dorayaki, dolcetti tradizionali. Sentaro ha alle spalle un passato duro col quale è difficile riconciliarsi, Wakana ha una situazione familiare difficile e anche Toku, donna di infinita saggezza oltre che dolcezza, ha conosciuto l’isolamento che la società riserva alle persone malate di lebbra.
Sentaro decide di continuare con il chiosco e assume Wakana al posto della donna.
A sconvolgere i piani ci pensa di nuovo la proprietaria del chiosco che decide di ampliarlo e di affiancare a Sentaro il nipote viziato e aspirante cuoco.
Riuscirà la nostra famiglia alternativa ad affrontare le nuove sfide? Taku riuscirà a far comprendere loro la vera ricetta per la felicità?

 

Noi siamo nati per osservare e ascoltare questo mondo. È solo così che, anche senza riuscire nella vita possiamo trovare, possiamo davvero trovare, un senso alla nostra esistenza.

 

In questa pellicola i personaggi principali interagiscono con il cibo come con un quarto protagonista che veicola loro il messaggio di come deve essere affrontata la vita: bisogna rispettarla e assecondare i suoi tempi, aggiungendo lo zucchero, il sale o le alghe a seconda del punto di vista con la quale si decide di viverla. Sempre, ogni volta, verrà fuori la pietanza utilizzando tutti gli ingredienti a disposizione, starà poi a loro definire e agire in base al risultato ottenuto. Questa è la soluzione che tutti e tre dovranno adottare per uscire dai reciproci isolamenti.

E come non preparare i dorayaki con la marmellata anko, a questo punto?

 

dolce
Ecco gli ingredienti:
 
Marmellata
200 gr di Fagioli Azuki (reperibili nel reparto scatolame dei negozi bio o secchi on Line)
70 gr di zucchero
un pizzico di sale
 
Dorayaki
2 uova intere
80 gr di zucchero
15 ml di miele
7 ml di bicarbonato
50 ml di acqua
130 gr di farina
 
Se comprate gli azuki in scatola potete saltare tutto il passaggio della prima cottura e procedere alla preparazione vera e propria della marmellata.
In caso contrario vi lascio il link per procedere con i fagioli secchi lasciati in ammollo per tutta la notte.
 
Sciacquiamo bene sotto l’acqua corrente i fagioli, mettiamoli in un pentolino con lo zucchero e un pizzico di sale e facciamo cuocere dai 5 ai 10 minuti a fuoco medio mescolando in continuazione con un mestolo di legno finché non prende una consistenza più morbida da marmellata. Mettiamo in un piatto a raffreddare.
Nel frattempo prepariamo i dorayaki: sbattiamo le due uova con lo zucchero, aggiungiamo il miele e il bicarbonato precedentemente sciolto nell’acqua (questo servirà a dare la lievitazione ai dorayaki). Aggiungiamo la farina setacciata mescolando bene fino a che l’impasto non diventa liscio e senza grumi. Copriamo con una pellicola trasparente e facciamo riposare per 30 minuti (il tempo che impiegherà il bicarbonato a far lievitare tutto, si formeranno alla fine delle bollicine in superficie). Dopodichè ungiamo leggermente una padella antiaderente, formiamo dei piccoli pancake sulla padella rovente e facciamo cuocere fino a quando un lato diventa marrone (possono volerci anche 5-6 minuti) giriamolo dall’altra parte e cuociamo l’altro lato per una ventina di secondi: il lato meno cotto sarà quello del ripieno.
Facciamo raffreddare i dorayaki coperti da un panno per evitare che si secchino, poi farciamoli con la marmellata di fagioli rossi.
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