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Ricette dal Cinema: Sugoli d’Uva al Profumo del mosto selvatico

[soldato] Allora quando è stata l’ultima volta che l’hai vista?
[Paul] Il giorno delle nozze, quattro anni fa
[soldato] Lasciami indovinare: conosciuta venerdì, sposata sabato e imbarcato lunedì vero?
[Paul] Più o meno
[soldato] Anch’io. Non è un inferno la guerra? Scommetto che neanche le riconosceremo
[Paul] Ah no, io la riconoscerei ovunque

Il profumo del mosto selvatico (A walk in the Clouds) è una commedia del 1995 diretta da Alfonso Arau, remake del film del 1942 intitolato Quattro passi fra le nuvole e diretto da Alessandro Blasetti.

Di ritorno dalla guerra il giovane reduce Paul Sutton (Keanu Reeves), sorpreso e deluso di non aver trovato nessuno ad attenderlo al molo, si incammina sotto la pioggia osservando la città e i cambiamenti avvenuti durante la sua assenza, con in testa e in cuore il desiderio di iniziare una nuova vita con la deliziosa Betty (Debra Messing) conosciuta e sposata il giorno prima di partire per il fronte quattro anni prima.
La moglie lo accoglie stupefatta per questo ritorno per lei inaspettato: pur ricevendo una lettera al giorno, si era fermata alla lettura delle prime con la scusa che il solo fatto di riceverle indicava che era vivo e quindi non serviva intristirsi leggendo le sue vicende. Ha invece deciso di dedicare il tempo in attesa del marito organizzando tutto per farlo ricominciare a lavorare appena rintrato, negoziando anche un aumento col suo capo. Paul però è cambiato, ha altri desideri nella vita che lei avrebbe compreso leggendo le lettere accantonate, ma a nulla valgono le sue parole: lei ha deciso, il marito tornerà a fare il rappresentante di cioccolatini e lo farà subito. L’indomani Paul parte verso Sacramento, indossando la sua divisa da reduce e portando la valigia di cioccolatini.
Durante il viaggio si scontra con Victoria (Aitana Sánchez-Gijón), ragazza dai tratti ispanici e dall’espressione tormentata, che accidentalmente gli macchia la giacca a causa di un forte attacco di nausea: dopo scuse imbarazzate i due scambiano qualche battuta prima di essere interrotti da due uomini che iniziano ad importunare la ragazza che Paul coraggiosamente difende con l’esito di venir sbattuto fuori dall’autobus in mezzo al nulla.
Poco dopo incontra Victoria ferma sul ciglio della strada che piange seduta sulle valige: è incinta, è stata lasciata e ora teme le ire del padre che aveva chiaramente minacciato di morte chiunque avesse disonorato la sua famiglia.
Intenerito Paul si propone di accompagnarla a casa fingendo di essere il marito per conoscere la famiglia, restare una notte e poi andarsene il giorno dopo lasciando solo una lettera di abbandono. Per completare la messinscena Paul prende dalla scatola di cioccolatini due Bon Bon Nuziali di Lusso che contengono anelli di metallo dorato utilizzabili come fedi.
Appena arrivati a Las Nubes, la tenuta vinicola di famiglia, vengono accolti a colpi di fucile dal padre Alberto (Giancarlo Giannini) che, non aspettandola, non aveva riconosciuto la figlia: l’uomo non prende affatto bene la notizia che Victoria si è sposata, mentre mamma e nonna la sostengono immediatamente esternando sincere felicitazioni.
Il lavoro del genero è un ulteriore problema per Alberto che coinvolge il capofamiglia, Don Pedro (Antony Quinn), il quale invece di appoggiarlo decide di dare un formale benvenuto in famiglia alla coppia.
Nella grande cucina tutte le donne sono affaccendate a preparare il pasto parlando delle loro cose più intime: qui Victoria si confronta con la madre e la nonna che le spiegano come Alberto sia rimasto male dal non aver avuto notizia del matrimonio prima del suo avvenire, ma sicure che tutto si sarebbe sistemato con un po’ di tempo.
Durante la cena viene chiesto ai giovani come si sono conosciuti: Paul parla di uno spettacolo per le truppe in un locale durante una sua licenza e Alberto si inalbera perché la figlia era in città per studiare e non per partecipare a dubbi spettacolini. Paul rivela di essere orfano e di non aver mai conosciuto i suoi genitori: altro smacco per Alberto, la cui figlia appartiene ad una famiglia di 400 anni e in barba alla tradizione ha scelto di sposarsi con un uomo “senza passato e senza futuro” e anche con un lavoro ridicolo.
A questa ennesima provocazione Paul si alza da tavola seguito da Victoria che lo rincorre scusandosi animatamente per il padre

[Paul] Quando ero piccolo ogni notte salivo sul tetto dell’orfanitrofio ed esprimevo un desiderio per ogni stella che vedevo.
[Victoria] Erano un bel po’ di desideri…
[Paul] In realtà si condensavano tutti in uno solo.
[Victoria] E qual era?
[Paul] Avere quello che tu hai lì dentro.
[Victoria] Tutti sempre pronti a dirti come vivere la tua vita vero?
[Paul] Meglio che non avere nessuno che te lo dica.
[Victoria] Di questo non ne sono tanto sicura…
[Paul] Io si.
[Victoria] Questa non è una buona ragione per trattarti in quel modo!
[Paul] No. Stavo per rispondergli ma poi ho pensato “io al posto suo? un estraneo entra in casa mia e dice di aver sposato la mia unica figlia e io sono l’ultimo a saperlo”. Mi comporterei nello stesso modo.
[Victoria] No, non è vero.
[Paul] Non ne sarei tanto sicuro.
[Victoria] Io si.

Giunta l’ora la mamma, nonostante Victoria cerchi di fermarla, prepara il letto col corredo come fosse la loro prima notte di nozze, cedendo ai novelli sposi la camera padronale con gli auguri di una notte coinvolgente e movimentata. Poco dopo, mentre Paul sta preparando un giaciglio di fianco al letto e Victoria si sta sposgiando, i due sentono bussare alla porta: velocemente si sistemano insieme a letto, ma questo non impedisce ad Alberto, venuto per augurare loro la buona notte sotto costrizione della moglie, di notare la coperta a terra. I ragazzi decidono quindi di rimanere a dormire insieme per non rischiare di essere scoperti.

Quella notte avviene una gelata: la sirena suona e tutti corrono nel vigneto armati da ali di farfalla per portare il calore ai grappoli e impedirne il congelamento. Victoria, “volando” sempre attaccata a lui, insegna a Paul come far, mentre Alberto li osserva notando gli sguardi e i sentimenti che si scambino.
Di prima mattina Paul si prepara per andarsene di soppiatto, ma trova Don Pedro fuori dalla porta che lo ferma con la scusa di volere un nuovo cioccolatino: sceglie il cioccolatino Bon Bon nuziale rimasto con l’ultimo anello riconoscendo che è lo stesso che ha la nipote ma facendo cadere la frase in un attimo. Racconta a Paul di come il primo Pedro era arrivato dalla Spagna con una radice in tasca e lo porta a vedere la radice che lui stesso aveva portato a Las Nubes prendendola da quella originaria e gli chiede se sarebbe rimasto con la sua famiglia per la vendemmia.

[Don Pedro] Lui ha detto che non saresti rimasto”
[Paul] Chi l’ha detto?”
[Don Pedro] Alberto. Ha detto “alla prima occasione che gli capita il gringo la lascerà”, le sue parole esatte

e aggiunge che Alberto avrebbe fatto pagare gli impegni di Paul a Victoria e il ragazzo decide di restare un giorno in più.

La vendemmia è una festa in cui tutta la famiglia si raduna anche grazie all’arrivo di Pedro, fratello minore di Victoria, che accoglie Paul con sincero entusiasmo. Tutti si adoperano, Alberto marca stretto Paul e i due iniziano una gara a chi vendemmia di più. Nella fretta con le ultime ceste Alberto fa cadere due grappoli e Paul glieli solleva, li pulisce e li posa delicatamente nella cesta: la stessa cosa l’ aveva fatta Alberto col primo grappolo reciso da Paul.
Le donne sposate entrano nel tino per pigiare l’uva danzando e questa volta tocca anche a Victoria. Viene poi buttato dentro anche Paul: in mezzo alle danze e all’uva i due si baciano per poi correre in camera da letto in preda alla passione, ma lui si ferma in tempo perché non vuole disonorare la donna e va a dormire in biblioteca.
Il mattino dopo Alberto lo trova lì e durante un aspro confronto tra i tini mette in dubbio che si siano sposati.

[Paul] Perché non riesce ad amarla? È così face da amare!
[Alberto] Ma che cosa sai tu di mia figlia? non se sai niente, hai capito?! Niente!
[Paul] So che è una persona buona, e forte, e merita tutto l’amore che questo mondo ha da dare. Ma non lo vede quanto è meravigliosa, quanto è speciale?
[Alberto] Lo vedi questo? Questa terra, questo vigneto? Questo mi impegna 365 giorni all’anno. Per chi credo che lo faccia? Per loro, per tutti loro. Io amo la mia famiglia!
[Paul] Dovrebbe farglielo sapere.

Ora Paul cerca davvero di andarsene amareggiato e ferito, ma viene nuovamente fermato da Don Pedro. Cantando e raccondando storie i due si ubriacano di brandy e, con la collaborazione di Don Pedro e l’aiuto dell’alcol, Paul fa una serenata alla finestra a Victoria che lo osserva da dietro la tenda: quando accende la luce in segno di accoglienza della dichiarzione lui si è già allontanati dalla casa con tutti i bagagli mentre il padre in camera con lamoglie capisce che il ragazzo ama davvero la figlia.

Alla benedizione per la vendemmia in paese, il giorno dopo, Paul e Victoria si rivedono. Alberto li raggiunge e presenta Paul a padre Filippo: i due avevano detto di essersi sposati solo in municipio, quindi il padre organizza per la sera stessa il matrimonio dei due celebrato dal prete invitando tutto i paese. Victoria fa partire Paul e rivela da sola tutta la verità al padre che scappa da lei, profondamente deluso.
Nel frattempo Paul sta tornando dalla moglie Betty a San Francisco, confuso nei sentimenti ma determinato a mantenere fede alla sua promessa nuziale.

Come potrà Paul creare una nuova quotidianità dopo questi 3 giorni passati a Las Nubes?
Victoria riuscirà a far accettare al padre il bambino che porta in grembo?

In questo dolcissimo film i grandi discorsi vengono affrontati in mezzo alle viti, all’uva o davanti ad un buon bicchiere di brandy: è la vite, infatti, il punto fermo e il perno attorno a cui ruotano tutti i legami affettivi più profondi, la famiglia.

Per questa puntata di Ricette dal Cinema vi propongo di approfittare di questo periodo magico per realizzare un semplicissimo dolce partendo proprio dall’uva, i Sugoli (o Budini) d’Uva.

Ricette dal Cinema - dolce

I sugoli veri vengono preparati con il mosto, ovvero il succo che deriva dalla pigiatura dell’uva utilizzato prima che si trasformi in vino: il mosto lo possiamo reperire, in questo periodo, nei negozi di enologia o nelle cantine.
La ricetta che segue prevede l’utilizzo di grappoli d’uva, per facilitare la realizzazione a tutti, ma è possibile sostituire l’uva e il fruttosio indicati con 1 litro del mosto d’uva che preferite e 50 grammi di zucchero (o fruttosio)

Ingredienti per 4 persone:
1 kg di uva a vostra scelta (rossa, bianca, rosè, fragola)
50 gr di fecola di patate (oppure 70 g di farina per eendere il composto un po’ più compatto)
120 gr di acqua
100 gr di fruttosio
una bacca di vaniglia.

Iniziamo sgranando l’uva dal grappolo e mettendola in una ciotola per lavarla sotto abbondante acqua corrente. Versiamola in una casseruola con coperchio e facciamola cuocere a fuoco lento per qualche minuto aggiungendo l’acqua e la vaniglia. Lasciamo appassire col coperchio per un quarto d’ora girandola di tanto in tanto con un mestolo. Quando l’uva risulterà morbida e avrà rilasciato il succo, togliamo il bastoncino di vaniglia e mettiamo il composto in un passa verdure lavorandolo fino ad ottenere una salsa liscia e senza semi.
Mettiamo il succo in una casseruola e uniamoci la fecola (o farina) e il fruttosio amalgamando energicamente con una frusta per evitare la formazione di antipatici grumi: poniamo sul fuoco e portiamo il tutto a bollore a fiamma bassa mescolando ben bene. Facciamo addensare mescolando di continuo per circa quindici minuti senza restringere troppo il composto: si rassoderà raffreddandosi. Riponiamo la nostra crema in bicchierini o tazze d tè ricoprendoli di pellicola trasparente e lasciamo raffreddare completamente in frigo o tempertura ambiente.

Possiamo conservare i Sugoli d’ uva in frigorifero, coperti con pellicola trasparente, per 2-3 giorni. Probabilmente, dopo alcuni giorni, si creerà un sottile strato di muffa naturale sulla superficie del budino: sarà sufficiente rimuovere la muffa superficiale ed assaporare il budino che si nasconde al di sotto.

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