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Riff, violino e potenza vocale

Poche persone in fila e un silenzio surreale davanti alle porte chiuse del teatro. Il braccialetto blu è già intorno al polso, e la fila comincia ad allungarsi. Poi, d’improvviso, l’apertura delle porte, e la corsa per accaparrarsi i posti migliori, quelli da cui poter guardare Manuel Agnelli dritto negli occhi. Un ragazzo all’entrata ingoia senza gustarlo l’amaro che non avrebbe potuto portare oltre, mentre le luci opache già illuminano il palco, vuoto e freddo.

L’unica data romana del “Club Tour 2013″ degli Afterhours comincia così, con un teatro stipato e pieno fin sugli spalti. Le luci si abbassano, e con loro si alza il boato del pubblico. Non rimane che il violaceo disperdersi delle luci, e una folla che spinge per conquistare centimetri importanti, che a fine serata significheranno qualche timpano in meno, o un fischio in regalo per i più fortunati.

Quando gli Afterhours salgono sul palco, vestiti completamente di bianco e circondati dal pompare delle luci, per un attimo il respiro si ferma. Poi le corde delle telecaster cominciano a vibrare, il violino di D’Erasmo e la voce di Agnelli a coprire qualsiasi altro suono nella sala. La potenza vocale è quella che ti aspetti, lo spettacolo quello che immagini.

È l’ultimo lavoro del gruppo di Milano, “Padania”, a dominare la scaletta dell’evento. Solo “Il Sangue Di Giuda” e “Rapace” spezzano questa continuità nella prima parte della serata. Il resto dei pezzi è un alternarsi dei restanti titoli di “Padania” e di evergreen, fra i quali spiccano, prima degli encore, “Male di Miele” e “Veleno”. Agnelli non fa che ringraziare il pubblico. La folla, di suo, non fa che cantare con lui ogni singola parola di ogni singolo pezzo.

La batteria non ha smesso un attimo di battere e pompare, le chitarre di alternare riff distorti a preziosismi cristallini. A sfondare il muro del suono, la voce spaventosa di Manuel, che per primo abbandona il palco al termine del primo encore. Uno dopo l’altro, i ragazzi salutano e se ne vanno, prima di tornare con il gran finale, impreziosito da “La Vedova Bianca”.

Guarda qui le foto.

“Padania”
“Terra di Nessuno”
“Il Sangue Di Giuda”
“Spreca Una Vita”
“Rapace”
“Ci Sarà Una Bella Luce”
“Messaggio Promozionale No.1″
“Bungee Jumping”
“1.9.9.6.”
“Iceberg”
“Giù Nei Tuoi Occhi”
“Varanasi Baby”
“Costruire Per Distruggere”
“Male Di Miele”
“Veleno”

Encore:
“Punto G”
“Io So Chi Sono”
“Tutti Gli Uomini Del Presidente”
“La Sinfonia Dei Topi”
“Il Mio Ruolo”

Encore 2:
“Elymania”
“La Vedova Bianca”
“Nostro Anche Se Ci Fa Male”
“Bye Bye Bombay”
“Terra Promessa”

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