Home > Recensioni > Ringworm: Birth Is Pain

Ringworm: Birth Is Pain

Ce n’è ancora bisogno?

Sinceramente non so proprio cosa dire di questo disco dei Ringworm, combo di Cleveland dedito ad un hardcore/metal old school. Non tanto perché non siano all’altezza della situazione anzi, sono sempre molto potenti e diretti, all’interno delle composizioni ci sono spunti abbastanza interessanti e, le ritmiche sempre molto tirate, non fanno che alzare la tensione di un disco che effettivamente non ha grossi difetti vistosi. Il problema a mio avviso è un altro: c’é bisogno di un nuovo, ennesimo gruppo così? Non esistono già centinaia di gruppi che propongono praticamente invariata la stessa formula fino allo sfinimento? Quante volte è capitato di dire: “sembrano i xxx, assomigliano ai yyy, ecc. ecc…”? Ripeto, questi Ringworm non sfigurano affatto nel catalogo Victory, sono pesanti e “bastardi” quanto basta ma forse è ora che ci si renda conto che varrebbe la pena di sperimentare un pochino di più… Probabilmente poi ai più oltranzisti di voi questo disco piacerà parecchio, soprattutto se avete sempre apprezzato il verbo Hatebreed, ma a me questa staticità inizia a stare un po’ stretta; per cui non esprimo un giudizio in numeri per questo “Birth Is Pain” perché probabilmente non sarebbe del tutto oggettivo. Il mio ultimo consiglio resta quello di ricercare cose diverse, forse meno blasonate ma sicuramente più innovative e che forse faranno progredire la musica pesante verso nuovo confini. Per quelli invece che non hanno voglia di gettarsi su strade sconosciute ma invece vogliono puntare sul sicuro, questo cd potrà sicuramente risultare più appetitoso di quanto è stato per il sottoscritto. Non me ne vogliano i Ringworm, perché queste considerazioni potevano benissimo venir espresse in una qualsiasi altra recensione. Purtroppo è capitato a loro.

Scroll To Top