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  • Ringworm: Justice Replaced By Revenge

    Ringworm

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In your face

L’artista meglio conosciuto con il nome di Human Furnace è tornato. E meno male potremmo aggiungere. Passato oramai molto (troppo) tempo dal precedente “Birth Is Pain”, i nostri rimontano in sella ad un destriero questa volta puro sangue. Siamo lontani parecchio dalla staticità compositiva e dalla fiacchezza della precedente release e questo “Justice Replaced By Revenge” si candida fin da ora come una delle migliori release hardcore di questo fine 2005. Niente svedesate, niente frangette, niente eyeliner: soltanto ferocia e intransigenza hardcore come da tempo non se ne vedeva. La Fornace Umana è incandescente, e lo si sente già dall’attacco della titletrack. Una mazzata in pieno volto, senza pietà. Ma è solo l’inizio perché le successive “Seeing Through These Eyes ” e “House Of Hell” non saranno da meno, sottolineando maggiormente l’ottimo lavoro di chitarre in fase ritmica. “Whiskey Drunk” è lo spartiacque verso la seconda parte del disco, che si apre con una cadenzata “God Eat God” e prosegue a stecca con le successive, slayeriane, “Thrive” e “Death Is Not an Option” e il duo consclusivo affidato a “No More Heroes” e “Life After The End of the World”, in cui si sentono ancora più forti gli elementi tipici di un certo modo di intendere l’hardcore metallico (vi dice niente il nome Integrity?), oramai scomparso. Songwriting ispirato e coesione generale tra tutti i membri della band danno vita ad un album quadrato e possente, senza il benchè minimo calo di tensione, sebbene si resti per la maggiorparte dei 30 minuti di lunghezza, su velocità davvero elevate. I Ringworm sono finalmente tornati ai fasti di un tempo, quelli di “The Promise”, e speriamo di poter essere ancora qui tra dieci anni e più a celebrare il nuovo, ennesimo lavoro del combo di Cleveland.

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