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  • Riot: Fire Down Under

    Riot

    Data di uscita: 01-01-1981

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Arrivano gli americani

I Riot sono stati una band fondamentale per la nascita e l’evoluzione dell’heavy metal a stelle e strisce, uno dei gruppi più sottovalutati della storia del rock. Il mai troppo compianto chitarrista italoamericano Mark Reale, l’unico vero leader, è riuscito, pur tra mille difficoltà, a tenere alto il nome del gruppo e, in una carriera lunga oltre 35 anni, a sfornare dischi quasi sempre di ottima qualità. Tuttavia non ha mai ottenuto gli adeguati riconoscimenti in termine di successo e soprattutto di vendite, pur toccando tre o quattro volte punte di eccellenza, come nei pirotecnici “Thundersteel” (1988) e “The Privilege Of Power” (1990).

Se “Rock City” (1977) e “Narita” (1979) erano lavori importanti, ma forse ancora troppo legati all’hard degli anni 70′, “Fire Down Under”, pubblicato nel 1981, può essere considerato uno dei primi in ordine cronologico, se non addirittura il primo album di vero heavy metal made in U.S.A.

Disco veloce e scorrevole, in cui brillano il talento del funambolico Reale e la voce dell’indimenticabile Guy Speranza. Gli episodi da ricordare in eterno sono almeno cinque: l’immortale “Swords And Tequila” sospinta da un riff preso in prestito da colleghi più blasonati come Iron Maiden e Accept; la title track, un’autentica bomba alla nitroglicerina di due minuti e mezzo; il classico da concerto “Outlow”, la maestosa cavalcata “Altar Of King” ed il forsennato proto-speed di “Run For Your Life”. Autentici cavalli di battaglia che descrivono lo stile di vita pericoloso di questi “criminali conclamati”.

Nonostante il resto dei brani sia leggermente inferiore – ad esempio, “Feel The Same” con i suoi vaghi retaggi psichedelici che non decollano, e la banale “Don’t Bring Me Down” – “Fire Down Under” assurge a livello di classico indiscusso.

Ideale punto d’incontro tra l’hard storico degli anni ’70 e le sonorità dell’allora nascente nwobhm, “Fire Down Under” rappresenta il caposaldo di una band il cui successo commerciale è inversamente proporzionale alla eccelsa qualità della proposta.

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