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  • Riverboat Gamblers: Underneath The Owl

    Riverboat Gamblers

    Data di uscita: 18-05-2009

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Il vuoto dopo la tempesta

Al quinto disco, i Riverboat Gamblers si sono stancati di sentirsi definire solo una live-set band. E così scaricano tutto il loro arsenale di melodie pop-punk, school rock e hardcore à la MTV, per lasciar intendere che, se vogliono, riescono anche ad essere una formazione da studio, con la sua buona dose di commercialità.

Il messaggio è chiaro e multidirezionale: perché il quintetto texano, per colpire il centro, spara nel mucchio, e lo fa in modo semplice ed elementare. La varietà dell’album testimona, infatti, una scelta non univoca, quasi a scimmiottare ora l’uno, ora l’altro fenomeno commerciale del momento (ci sembra, addirittura, di sentire il verso ai Keane!).
Metaforicamente, l’incertezza traspare anche dal microfono, dove le linee vocali vengono divise tra i cinque musicisti (quasi una boy band!)

In questa impostazione solare e scanzonata, non manca una certa dose di pacchiana irruenza punk, anche se le articolate argomentazioni portano a considerarla più una forma di autoironia non convincente.
A volte i Riverboat ci fanno pena, a volte ci divertono, a volte ci accarezzano del tutto. Chissà…

Ci piacciono le band originali, ma ancor più quelle coerenti. Ed i Riverboat Gamblers sembrano invece prenderci in giro. Superato l’imbarazzo e la ripugnante sensazione di essere giocati da un fare ruffiano, l’album arriva ben presto a stancare: ci si abitua immediatamente alle sue melodie brevi e dirette. L’unico piacere può venire nel tornare ad ascoltare saltuariamente e di tanto in tanto le tracce.
Conservare in luogo asciutto e fresco per evitare, dunque, il rapido deterioramento.

Pro

Contro

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