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  • Riverside: Anno Domini High Definition

    Riverside

    Data di uscita: 07-07-2009

    Loudvision:
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Polonia all’attacco

Ci avevano deliziato con la loro trilogia “Reality Dream”, una tripletta di dischi eccellenti, costruiti in modo impeccabile sotto l’ala protettrice di una manciata di gruppi che guidavano la strada. Oggi i Riverside si ripresentano al mondo con la voglia di staccarsi da quei nomi e di osare di più laddove il loro suono si stava formando.

Missione compiuta al 90%. Senza dubbio la patina onirica dei Pink Floyd è parte integrante del loro suono, ma a tratti esce prepotentemente per reclamare la sua parte. E in effetti il gruppo ci mette del suo, soprattutto nelle parti strumentali, per suonare vivacemente anni 70. L’unico episodio che tradisce i cinque polacchi è la prima metà di “Left Out”, clamorosamente Opeth.
Ma per il resto ci troviamo di fronte ad un’opera fresca, eccitante e vitale. Nel suono di cui sopra oggi i Riverside ci sguazzano felici, creano affreschi colorati e vibranti, resi tali da arrangiamenti intelligenti e mai ridondanti, eclettiche idee piazzate qua e là con sapienza e soprattutto caratterizzate dall’infinita malinconia che permea continuamente le linee vocali, ad opera di un Mariusz Duda emozionante come mai.

I testi, interamente ad opera di Duda, creano un concept ideologico che è molto vicino a quanto affrontato da Steven Wilson in “Fear Of A Blank Planet“, dedicato alle problematiche relative alla perenne fretta che affligge la società odierna. Il tutto è trattato con intelligenza, riuscendo a non risultare scontato o banale, grazie anche ad un approccio che può ricordare quello dei Pain Of Salvation di “One Hour By The Concrete Lake”.

Tutto quello che è stato costruito con i precedenti tre album viene qui portato ad un livello superiore, magari non ancora il massimo possibile per questo gruppo (speriamo!), ma comunque sulla buona strada per la completa emancipazione artistica.

I Riverside mettono a segno un altro colpo vincente, mostrando ancora una volta di meritare un posto in mezzo ai grandi nomi del panorama grazie ad un disco intelligente, ben suonato e prodotto e incredibilmente godibile.

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