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Robbie Williams al Rock In Roma 2015, report live e scaletta

Robbie Williams è apparso in formissima la sera del 7 luglio al Rock In Roma presso l’Ippodromo delle Capannelle, con una cresta ossigenata che sa tanto del Beckham degli anni d’oro e un outfit piuttosto punk.

Il concerto inizia puntualissimo con un messaggio sullo schermo centrale del palco: Robbie chatta con noi, ci saluta, chiede ripetutamente se Roma è con lui questa sera, il pubblico risponde sempre più entusiasta finché lui replica a caratteri cubitali “then… LET – ME – ENTERTAIN -YOU”, e ad ogni parola che lampeggia sullo schermo salgono più forti le grida dal parterre.

Inizia così la tappa romana del “Let Me Entertan You Tour”, su un palco che reca traccia di Williams in innumerevoli dettagli: il classico monogramma RW campeggia su ogni oggetto, dagli strumenti all’auricolare del cantante, mentre la televisione che ogni tanto fa da cornice alle riprese in diretta reca la marca “WILLIAMS”.

In effetti la presenza scenica piuttosto teatrale e straripante del cantante ha permeato tutto lo show in maniera così trascinante che, nonostante la breve durata (un’ora e mezza netta, e niente bis), non si poteva tornare a casa insoddisfatti: è stato bello riconoscere le movenze e le smorfie che sono da sempre la sua firma, e sorridere di fronte alla sua irriverenza.

Fin dalle prime battute del concerto ha cominciato ad interagire col pubblico: “Allora!”, “Buonasera” sono i vocaboli diventati il leitmotiv della serata, insieme all’indiscutibile predilezione che Robbie Williams professa in maniera allegramente spudorata per le donne con un seno importante.

“Tutte queste ragazze in bikini… siete così giovani, mi fate sentire vecchio”.

Tante ballad, tante canzoni orecchiabili, le sonorità rock e le bellissime incursioni nello Swing: questo tour dell’artista presenta ogni sera una cernita leggermente diversa dei suoi più grandi successi, a scapito della discografia più recente o meno fortunata. Una scelta certamente commerciale, ma che funziona.

Solo così si ottiene un coro costante dal pubblico che non perde una battuta, solo così il cantante si trova a profondersi in ringraziamenti come quel “I FUCKING LOVE YOU ITALY” che ci siamo guadagnati per “Supreme” (stando a lui, siamo stati più recettivi degli spettatori in Belgio nel riconoscere e canticchiare la melodia di “The Road to Mandalay”), e occasionalmente si lascia scappare una lacrima, sulle ballad come “She’s  The One”, dedicata ad una ragazza del pubblico di cui ha faticato a lungo a comprendere il nome, finendo per ribattezzarla: “D’ora in poi ti chiamerai Markita, questo è il tuo nome” (la ragazza si chiamava Monica… quasi certamente).

Irriverenza, dicevo.
Robbie non si censura, non l’ha mai fatto, in realtà. Anni fa nel ritirare numerosi MTV EMA Awards all’apice della carriera ringraziava di volta in volta i fan per tutte le case e le macchine che il successo da loro garantito gli aveva permesso di comprarsi. Oggi sale sul palco, si stupisce del fatto che ci siano persone sotto ai 30 nel pubblico e spiega loro chi è, raccontando brevissimamente la sua vita.

“Ciao sono Robbie, sono nato nel 1974, ho lasciato la scuola presto per unirmi ad una boyband che si chiamava Take That”, segue un accenno di canzone della band in questione, per poi continuare “poi mi sono fatto di droghe e I got fucked, sono andato in rehab e ne sono uscito MAGRO, poi mi sono ingrassato, ridimagrito, ho scritto ‘Angels’ e sono diventato milionario!!”.

Irriverente anche quando, annunciando che deve andarsi a cambiare, mostra gli ormai famigerati slip col disegno del muso di una tigre sul davanti (dallo strip del video di “Rock DJ”). O quando dondola il sedere di fronte al pubblico, o quando ancora, sceso di fronte alle transenne per firmare autografi, sceglie una ragazza procace, che sfoggia un bikini, perché salga sul palco con lui per “Candy”, cantata da dentro un letto virtuale posizionato in verticale al centro del palco. Un siparietto simpatico che lui porta avanti con estrema disinvoltura.

“Ti ho scelto perchè… insomma… e lo so che la nostra storia è appena iniziata, ma … vuoi venire a letto con me?” le chiede mentre la conduce, appunto, a letto. (Nota bene: i puntini di sospensione sostituiscono un verso emesso da Williams come fosse un intercalare, quel verso dell’uomo che scuote felice la testa nel seno di una donna).

La sfacciataggine è parte del suo personaggio, e questo significa che tutti questi comportamenti, seppur certamente sinceri, non sono mai davvero volgari.

Altro il tono quando si esibisce nelle sue ballad romantiche, o nelle cover: ha incluso una riuscitissima versione di “Bohemian Rapsody” dei Queen, ha accennato, scherzando sul fatto che fosse sua, qualche nota di “Wonderwall” degli Oasis, si è lanciato in un’ottima “Royals” di Lorde, e poi ha inserito nella scaletta anche un medley “We Will Rock You/ I love Rock ‘n Roll”.

Una menzione speciale alla scelta di includere “Kids”, duetto del 2000 con Kylie Minogue, la cui parte nella canzone viene ridistribuita tra le (anche loro procaci, e bravissime) coriste e ballerine della band, e alla canzone stile barbershop eseguita, ovviamente a cappella, con gli uomini della band. La canzone che pare sia stata la prima che Robbie Williams abbia mai cantato, insegnatagli dal padre nel solco di una tradizione familiare abbastanza risalente e che lui intende portare avanti col figlio.

Il concerto si è concluso, senza bis, dopo l’interpretazione di “My Way” di Sinatra che forse – ma questa è un’opinione assolutamente personale e discutibile – è un passo più lungo della gamba, non in termini tecnici (la voce di Williams non è mai mancata, anzi è stata piena e forte per tutta la serata), ma per l’eredità che comporta: per quanto questo tour sia certamente uno sguardo al proprio percorso artistico, e per quanto il suo cammino finora possa essere stato costellato di cadute e trionfi, risulta sempre un po’ strano appropriarsi di questa canzone per celebrare una cariera che, ci auguriamo, ha ancora molto da regalarci.

 

La  scaletta del concerto di Robbie Williams al Rock in Roma 2015:

 

Let Me Entertain You

Rock DJ

Monsoon

Come Undone

I Still Haven’t Found What I’m Looking For (U2)

The Road To Mandalay

Minnie The Moocher

She’s The One

Medley: Everything Changes / Feel / Angels / Wonderwall / Supreme

Supreme

We will Rock you (the ost) / I Love Rock ‘n Roll

Candy

Royals

Millennium

Kids

Bohemian Rapsody

Feel

Angels

My Way

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