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  • Robert Aaron: Trouble Man

    Robert Aaron

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Un album millegusti

Un album decisamente dal sapore jazz anni ’70, quello del canadese Robert Aaron.
Fattosi da solo, una volta a New York si è guadagnato l’ammirazione di molti musicisti importanti con cui ha collaborato (pur preferendo rimanere sempre nell’ombra), come Blondie, David Bowie, Afrika Bambaataa e Wyclef Jean.

Un album per tutti i gusti: un intenso sax dal carattere ben definito? C’è!, nel pezzo jazz “Trouble Man”; un pezzo poetico? C’è!, con la voce di Aaron che ci racconta “The Saddest Kiss”; pezzi dal ritmo latino americano? Ci sono!, un trittico addirittura: “Maimouna”, “Thembi” e la scoppiettante e danzereccia “Bombo”; pezzi MOLTO anni 70? Ci sono!, con “Sweet Obsession”, e un pezzo educatamente moderno e scatenato in “Doin’ The Grind”.

L’atmosfera che richiama alla mente è quella di un concerto di Tony Allen, e le immagini sono quelli di capelloni, occhialoni, camicie psichedeliche con collettoni appuntiti ecc.: tutto molto anni ’70. Immagini di gente che si diverte a fare quello che le piace di più. Ma parliamo anche di professionisti. Ed è per questo che “Trouble Man” è un disco dalle tante facce, sì, ma che implica un certo maturato gusto per la musica jazz.

Pro

Contro

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