Home > Recensioni > Roberto Fiandaca: Amirbar

Non una parola di troppo

Roberto Fiandaca è un giovanissimo cantautore e polistrumentista palermitano. “Amirbar”, realizzato insieme a una band e a una serie di ospiti occasionali (che contribuiscono con mandolini, violoncelli, trombe), è il suo EP d’esordio.

La soluzione musicale, non eccessivamente originale, è quella di un folk d’autore d’impronta forse un po’ troppo marcatamente de andréana. “Amirbar” è ben prodotto e addirittura dotato di qualche virtuosismo chitarristico. Il suo vero scarto, però, è rappresentato dai testi: poetici senza esagerare nell’aggettivazione, i cinque brani raccontano cinque storie, racchiuse e intime, caratterizzate da un velo di nonsense gradevole (si ascolti “La Signora Rosa”).

Se, quanto ad inventiva compositiva, “Amirbar” non è un 7 pieno, si direbbe che Fiandaca abbia tutti gli strumenti per allontanarsi un po’ più dai suoi santi protettori della musica e muoversi su un sentiero che possa dire totalmente suo. Detto questo, la scena folk siciliana contemporanea continua ad essere talmente sorprendente da evitare che a questa frase si aggiunga, in coda, la specificazione “… in Italia”.

Pro

Contro

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