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Rock City

Fugace ritorno in Italia per i Living Colour, che toccano Campobasso e Roma per questo loro tour estivo europeo.

Il Parco Degli Acquedotti di Cinecittà è la splendida cornice che ospita la manifestazione estiva “Rock City” da giugno a settembre, ed i Living Colour sono uno dei nomi di punta della lunga kermesse.

Sono già le 21 quando la band effettua il soundcheck in presenza di parte del pubblico già pervenuta, ed è bellissimo per tutti vedere i membri del gruppo prendersi in giro, interagire e fare ciò che più amano, ovvero suonare. Abbiamo il privilegio di assistere al soundcheck direttamente onstage e respirare l’atmosfera magica che questi mostruosi talenti riescono a creare.

Non ci sono novità dal tour invernale di supporto a “The Chair In The Doorway”. Dopo la intro “WTFF” si parte con “Ignorance Is Bliss” e la festa ha inizio. “Pride”, “Middle Man”, “Funny Vibe”, “Memories Can’t Wait” e “Go Away” tra i classici inanellati dalla band, inframmezzati dalle nuove “Burned Bridges”, “Decadance”, “The Chair”, purtroppo recepite un po’ più freddamente dall’audience.
[PAGEBREAK] Ma il concerto inizia veramente a prendere quota con il manifesto “Bi”, in cui Corey Glover interagisce e gioca col pubblico. La song viene dilatata all’infinito con il solo del carismatico Doug Wimbish che si diverte a suonare il suo basso con i denti direttamente in mezzo al pubblico presto raggiunto anche da Corey stesso. A questo punto l’audience romana è tutta nelle loro mani.

Corey Glover, dicevamo, l’uomo che una settimana prima era completamente afono a causa di una laringite, a Roma ha sfoggiato come se niente fosse la sua consueta potenza e versatilità vocale. A 46 anni quest’uomo non ha perso un’oncia della sua calda ed inconfondibile voce che suona ancora esattamente come su “Vivid”. C’è tempo per il solito drum solo di Will Calhoun, la pop “Glamour Boys” che fa ballare tutti, “Type” e per la bluesy “Bless Those” col duetto vocale di Glover e Wimbish prima che la voce di Malcolm X introduca su tape la hit più famosa della band “Cult Of Personality”.

Lo show si conclude con “Love Rears Its Ugly Head” e “Time’s Up”, ma colpisce la totale mancanza di estratti dal bellissimo e sottovalutatissimo “Collideoscope”.

I 4 musicisti, come sempre sostano a lungo sottopalco a stringere mani, firmare autografi e posare per le foto senza negare a nessuno un sorriso, a testimonianza del grande rispetto che da sempre nutrono per i fan. Quanti dovrebbero prendere esempio..

Alla prossima calata italica Living Colour, Loudvision sarà nuovamente presente.

Ignorance Is Bliss
Pride
Middle Man
Decadance
Funny Vibe
Burned Bridges
The Chair
Go Away
Memories
Bi
Drums Solo
Glamous Boys
Bless Those
Type
Cult Of Personality

encore:
Love Rears Its Ugly Head
Time’s Up

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