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Rock Contest 2016, Colapesce: “Dalla musica mi aspetto qualità” [INTERVISTA]

Il 21 ottobre si sono chiuse le selezioni per il “Rock Contest”, 30 band emergenti sono state selezionate e la finale del concorso vedrà in giuria personalità della scena nazionale come  Alberto Ferrari (Verdena), affiancato da IOSONOUNCANEGiulio ‘Ragno’ Favero (Il Teatro degli Orrori)Colapesce e molti altri. Premi fino a 3.000 euro. L’ospite live della finale sarà Motta.

 

Facciamo una chiacchierata con Lorenzo Colapesce Urciullo, parliamo di Rock Contest e progetti per il futuro.

Lo troviamo rauco e rifiugiato nella sua bella Sicilia, con la valigia già pronta e una nuova partenza dietro l’angolo.

colapesce

Ciao Lorenzo, parliamo subito di “Rock Contest”, tu sei in giuria insieme ad Alberto Ferrari ed altri artisti, come pensi sia cambiata la scena rock rispetto ai tuoi inizi?

Sono cambiati gli auditori in realtà, prima il rock era l’attuale mainstream, adesso questa linea guida tocca al pop. Quindi in questo leggo delle differenze più che nel modo di fare musica.

Come sta andando e come ti aspetti di vivere questa nuova esperienza non più in qualità di “giudicato” ma di “giudice”?

Sicuramente me lo aspetto variegato, pieno di scelte e linee musicali diverse. Non sono mai stato “giudicante”, ma penso mi possa piacere stare con il naso all’insù ad ascoltare e poter dire la mia.

Cosa ti aspetti da questi ragazzi e dalle loro canzoni rispetto ai tempi odierni e agli approcci verso la musica?

Mi aspetto più qualità che popolarità, che è la prima che veramente manca. Senza cadere nei clichè di “non ci sono più i cantautori di una volta”, sempre per il discorso del diverso auditel, ma la popolarità, l’universalità del discorso musicale non può e non deve prescindere dalla qualità.

Accantonando per un attimo il discorso dei giovani emergenti e delle possibilità per il futuro che potranno avere da questa esperienza, a te cosa pensi porterà?

Ogni esperienza in questo momento la vivo come un momento di arricchimento professionale. Forse imparerò ad essere ancora più critico e impiegherò ancor più tempo per realizzare prodotti che reputo pronti per il pubblico, o forse no, ma sicuramente sarà una esperienza importante come persona e poi come artista.

La cara e vecchia gavetta tu la conosci bene, sono passati diversi anni dai primi live alla pubblicazione del primo album, ma il pubblico era già rapito. Scelta ponderata o frutto degli eventi?

Io vengo dagli “Albano Power”, con cui ho inciso il mio primo album e i cui membri hanno fatto parte anche del mio primo cd da solista. Sono perfezionista, impiego molto più tempo dei miei colleghi quando pianifico e realizzo un lavoro, ne curo con minuzia stile, arrangiamenti e sound, quindi direi sicuramente ponderata.

Un inizio col botto, a dispetto dell’indie pop in cui vieni catalogato per la tua scrittura cantautorale, già gli esordi hanno visto l’investimento di una major rispetto alla tua poetica. Ad oggi ti definiresti mainstream?

A prescindere dal nome e dalle etichette a me interessa che nessuno intacchi le mie scelte ed idee artistiche, e se lavori bene, non lo fanno neanche le major.

Sempre in tema “major”, quest’anno hai partecipato alla “settimana in una comune”, nel cosiddetto SONY/ATV in cui ogni anno gli artisti di punta dell’etichetta Sony vengono selezionati e “costretti” a vivere una settimana nella stessa casa, allo scopo di scrivere testi che verranno poi ceduti ad altri artisti. Come è stata questa esperienza?

Per me era la prima volta che scrivevo con altre persone, perchè per me la scrittura è un momento molto personale,e infatti all’inizio ero titubante, quasi contrariato. La Sony ti divide in coppie o terzetti sempre diversi, in modo che alla fine della settimana tutti abbiano scritto con tutti. E’ stata una esperienza “diversa”, ma molto interessante dal punto di vista umano, ci siamo molto divertiti.

C’è qualche canzone che ascolti con rammarico perchè avresti voluto scriverla tu?

Ci sono diverse canzoni che amo, ma le ascolto senza invidia. La musica che ti piace ti da gioia, non ti fa rammaricare.

Quello con MEG, ex 99 Posse, è stato un connubio vincente, forse perchè legati dalla vostra meridionalità. Progetti di collaborazioni future?

In realtà, quello è stato un periodo davvero fruttuoso per le nostre carriere, ma a me piace molto cambiare. Non lo escludo in futuro, ma per ora percorsi individuali per entrambi.

Cosa ti spinge a scrivere testi apparentemente scanzonati ma da un bel più profondo senso nascosto?

Adoro quando ci sono più gradi di lettura delle cose, mi piace molto giocare con le parole e far sì che ognuno ci legga quello che vuole, questa definizione che hai dato di “scanzonati ma profondi” è davvero molto calzante.

Progetti per il futuro?

Per ora so che nel 2017 mi allontanerò dal palco, mi prenderò del tempo per poter capire dove va la mia scrittura e decidere come e cosa produrre. Te l’ho detto che sono molto più lento dei miei colleghi (ndr: ridiamo entrambi).

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