Home > Recensioni > Rock Destroy Legends: No Pain No Fun

Tagliatelle da esportazione

Sono in cinque, e vengono da Bologna. Suonano il rock. Per prepararsi alcuni di loro sono andati fuori dall’Italia, a Londra, e lì hanno fatto la loro gavetta. Mica come quelli che vanno in Erasmus per dare più esami e non imparano neanche la lingua. Loro da Londra sono tornati con un bagaglio di esperienze.

I sette brani di “No Pain No Fun” dispiegano sonorità che con l’Italia hanno ben poco a che fare e che, soprattutto, non sono tradite da imbarazzanti accenti tutti pizza e mandolino. Sonorità assolutamente contemporanee che trovano riferimento principale in gruppi come Muse e Radiohead, ma che attingono anche alle frange più estreme del rock. I brani ne escono dinamici e progressivi, caratterizzati da chitarre taglienti e riff accattivanti, da una sezione ritmica che non fa mai mancare il giusto tiro e da una voce che si orienta sui territori dell’urlo filtrato risultando, nel complesso, convincente.

Non sempre però il combo bolognese dimostra tutta la maturità che ci si aspetterebbe, e, a discapito delle capacità tecniche, le parti strumentali sembrano a volte essere prive di un disegno ben definito, tendendo così a far perdere l’attenzione dell’ascoltatore.
La qualità, però, rimane alta e i Nostri si meritano un applauso di incoraggiamento.

Sì, lo sappiamo che anche voi, se solo aveste la possibilità di fare un disco, non sareste da meno. Ma se i gruppi esordienti fossero tutti così saremmo a cavallo. Perché a volte ci si scorda che ci sono alcuni requisiti minimi. E sì: maturità e saper suonare fanno parte dell’elenco. Per questo i Rock Destroy Legends si meritano la nostra fiducia.

Pro

Contro

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