Home > Rubriche > Eventi > Rock in Idro 2014: Sei tornato, ma sei cambiato

Rock in Idro 2014: Sei tornato, ma sei cambiato

Il fatto che la fenice rinasca dalle sue stesse ceneri pone un quesito importante: quello che ritorna è ciò che era prima o qualcosa di nuovo, di diverso?

Capisco che paragonare la Hub Music Factory all’uccello mitologico sia un pochino altisonante, ma la situazione è questa: torna il Rock In Idro. Estate 2014, precisamente nel weekend lungo dal  30 maggio al 2 giugno.

Ed è tutto nuovo: la location, il format proposto, la line-up.

Oggi alla Santeria di Milano eravamo in tanti a volerne sapere di più, soprattutto dopo il memorabile Voi-Sapete-Cosa, avvenuto nell’estate 2012. A Rho Fiera.

E c’è davvero tanto da scoprire: il festival si rinnova da cima a fondo.

A cominciare dalla location: dopo le sfortunate vicende susseguitesi negli anni a Milano, si è deciso di migrare verso lidi più verdi, verso la bellissima Bologna, presso la neo ribattezzata Arena Joe Strummer (mai nome fu più azzeccato. ndClo).

L’idea non è altro che la soluzione ideale sotto ogni punto di vista: a partire dalla struttura, stupenda per ospitare concerti, con un campeggio capiente a pochi minuti a piedi di distanza, l’Estragon e il Palanord, che verranno coinvolti per aftershows o altro, sono vicinissimi, e la posizione geografica è perfetta per essere comoda a tutto il Paese. E anche al resto d’Europa, che non aveva disdegnato le edizioni precedenti, grazie all’aeroporto.

Cambia completamente, soprattutto, la struttura: sarà lungo e molto vario.

Gli affezionati del festival che come me lo avevano incontrato nel 2005, alla sua prima edizione, ed avevano imparato ad aspettarlo per tutto il resto dell’anno, potranno restare parecchio perplessi per il cambiamento di direzione: scordatevi i due giorni di punkitudine totale.

Preparatevi a quello che ci viene proposto: 4 giorni, di cui il primo sarà dedicato all’elettronica (come?!), pur restando legati al mondo rock (ah…), il secondo sarà per il punk, anche se per ora sono stati annunciati solo gli Ska-P, quindi aspettiamo di scoprire il “co-headliner”, poi per il terzo giorno verrà servito del metal, nonchè l’unica data italiana degli Iron Maiden, per finire con il quarto giorno dedicato all’indie rock, con i nomoni che sono passati a salutarci recentemente: Pixies, Biffy Clyro e Queens of The Stone Age.

A breve verranno annunciati nuovi artisti.

Verranno poi aperte le prevendite, da settimana prossima, e saranno proposti vari pacchetti e abbonamenti, per partecipare a uno o più giorni del festival, e più avanti altri pacchetti per il campeggio o eventualmente l’alloggio in hotel. La fascia di prezzo varierà dai 30 ai 60 euro, a seconda del giorno.

Insomma, l’idea di fondo è evidente, e ci viene spiegata da Alex Fabbro della Hub: ci si vuole allineare a quello che viene proposto dai grandi festival europei, ad esempio lo Sziget, ovvero tante band, generi diversi e quindi fan diversi che convivono. Ed il percorso per ottenere questo risultato durerà qualche annetto, tra assestamenti vari, ma è certamente positivo saprere che nel nostro Paese qualcosa si stia smuovendo per riportarci festival degni di quel nome.

L’occasione è buona, Bologna è decisamente meno ostile di Milano, e visto come gli ultimi anni sono stati sfortunati dal punto di vista concertistico, una ripartenza ci serviva.

Allora abbiamo il posto e l’evento. Ora tocca al pubblico.

Il numero di partecipanti previsto è di 50, 60 mila persone, anche se tutti sottolineano come possa risultare difficile incontrare la partecipazione del pubblico, che se non legge sulla locandina i nomi che avrebbe voluto sentire, tende a snobbare gli eventi.

Com’è logico che sia.

Aspetteremo quindi tutti con ansia di sapere che cosa succederà alla sesta edizione del Rock in Idro, un po’ meno Rock e più aperto ad altri generi, mentre Idro non lo era più già da un pezzo.

 

Il punto però è che se ciò che rinasce dalle ceneri viene chiamato “Fenice”, allora quel qualcosa deve essere una Fenice, altrimenti non porterebbe quel nome. Perché possono rinascere tantissime cose splendide da quelle ceneri, ma l’identità rimane importante.

 

Detto questo attendiamo davvero con ansia di scoprire chi prenderà parte al festival, e speriamo che sia spettacolare, perché ce lo meritiamo tantissimo!

Scroll To Top