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Rock in Roma 2015, presentato il programma della settima edizione

«Chi suona quest’anno al Rock in Roma?» è una domanda che ricorre spesso, fin dai primi di marzo, tra gli appassionati di musica dal vivo. Sono ormai diversi anni, sette per la precisione, che il festival del Rock in Roma si è imposto come una realtà dell’Estate Romana con i suoi grandi nomi che da giugno ad agosto inoltrato si alternano sul palco dell’Ippodromo delle Capannelle di fronte a migliaia di spettatori.

Sul palco del Rock in Roma 2015 vedremo Muse, Mumford & Sons, Robbie Williams, Stromae, Linkin Park, The Chemical Brothers, Noel Gallagher, Alt-J, Slash ft Miles Kennedy, Lenny Kravitz, Tame Impala, Splipknot, Fedez, Sam Smith, LitfibaDamian Marley.

Max Bucci e Sergio Giuliani, ideatori e instancabili organizzatori del festival, si definiscono due appassionati e dei «piccoli imprenditori» ma il loro ruolo nel mondo della musica live sta lentamente mutando. Il Rock in Roma, infatti, con la sua ultima edizione del 2014 è entrato ufficialmente a far parte dei dieci festival musicali più frequentati del pianeta con oltre un milione di spettatori diventando così una vera e propria istituzione nella realtà musicale e culturale italiana e internazionale.

La settima edizione del festival è stata oggi presentata in conferenza stampa presso la sala riunioni del Campidoglio a Roma e vi hanno preso parte Paolo Baldriga, responsabile delle comunicazioni del main sponsor Postepay, Daniele Mignardi della promo press agency che ha coordinato l’incontro, l’Assessora capitolina delle pari opportunità e grandi eventi Alessandra Cattoi, il sindaco Ignazio Marino e, ovviamente, Max Bucci e Sergio Giuliani.

Il primo a intervenire è stato il sindaco Ignazio Marino che, dopo una breve introduzione dell’evento, ha sottolineato come il progetto del festival rientri perfettamente nella sua idea di «Roma come città e bandiera internazionale»; una capitale che, nonostante i recenti scandali e le ferite ancora aperte, è in grado di riacquistare credibilità anche attraverso la festa e la musica.

Il lavoro congiunto tra amministrazione e Rock in Roma non si esaurisce nell’organizzazione dell’evento musicale in sé ma trova una comune espressione nel Roma Pride e nella sua lotta per la valorizzazione e rispetto delle differenze; lo stesso Sergio Giuliani, durante il suo intervento, ha ribadito come il Rock in Roma non sia solo una serie di concerti ma un vero e proprio «luogo di resistenza sociale e culturale», dove poter valorizzare le singolarità proprio per le loro differenze intrinseche. Dare dignità alle differenze è combattere la violenza, perché «dove ci siamo noi la violenza arretra», dice con una certa consapevolezza Giuliani; d’altronde, aggiungerei, dove c’è musica non c’è violenza.

Il festival Rock in Roma può vantare due caratteristiche fondamentali che hanno reso possibile una simile ascesa attraverso le sue sette edizioni: il format e i prezzi dei biglietti. Bucci ha sottolineato come a Capannelle ogni anni siano presenti in più giorni i vari headliner che nei diversi festival europei sono, solitamente, concentrati in due o tre uniche giornate. Un esempio pratico: se al Coachella Music Festival in un’unica serata salgono sullo stesso palco Noel Gallagher e i Mumford & Sons, al Rock in Roma sono i main artist di due concerti distinti che rientrano, però, nello stesso programma.

Per quanto riguarda i prezzi, secondo gli organizzatori, sarebbero tra i più bassi d’Europa. Su questo punto è vero che, se comparate con singole date all’estero, i prezzi del Rock in Roma sono nettamente inferiori; ma è altrettanto vero che il prezzo di un biglietto di un festival, per quanto alto sia, comprende esibizioni numerose e con più artisti.

Ma cosa è cambiato in sette anni, da quando il Rock in Roma stava muovendo i suoi primi passi ad oggi ? Certamente c’è stato un aumento crescente di artisti internazionali disposti ad entrare nelle fila del festival: dai Radiohead ai Black Keys passando per i Rolling Stones, c’è stata una risposta sempre maggiore da parte di musicisti italiani che hanno chiesto di entrare a far parte del festival; sono state lanciate molte band emergenti come gruppi spalla per i main artist; infine, il riscontro del pubblico che è in costante aumento in Italia e all’estero, registrando un picco di spettatori stranieri pari al 32% del totale.

Il tutto è stato possibile grazie a una minuziosa attenzione nella scelta degli artisti, alla cura della location, a una lungimiranza che spesso è riuscita ad anticipare ritorni artistici degni di nota e a un culto sincero per la musica suonata. La voglia di investire economicamente certo non può non essere citata quando solo le spese degli artisti ammontano a circa quindici milioni di euro; cifre che, per due «piccoli imprenditori romani», fanno «tremare i polsi» come ha affermato scherzando (ma neanche troppo) Giuliani.

Tra le novità di quest’anno, un concerto interamente gratuito per i possessori di Postepay che vedrà sul palco un’importante star internazionale di cui ancora non è stato svelato il nome; ad aprire l’evento sarà una delle cinque band finaliste scelte attraverso il sito di crowdfunding sempre affiliato al main sponsor. Le band emergenti potranno registrarsi attraverso il link postepay.it e i primi cinque progetti scelti dalla rete, attraverso il raggiungimento di 5000 euro, riceveranno da Poste Italiane e Visa il co-finanziamento di altri 5000 euro per la registrazione del disco d’esordio.

Nel corso della conferenza stampa è stata annunciata a sorpresa la partecipazione del rapper pugliese Caparezza e la futura adesione di due artisti internazionali ancora da svelare.

Importante citare la partnership con Trenitalia che ha reso possibile una linea diretta Termini Capannelle: un’importante agevolazione per tutt, romani e non.

Questa settima edizione sembra confermare l’orientamento artistico e organizzativo delle edizioni precedenti, aggiungendo un mattoncino in più per offrire alle edizioni che verranno un’esperienza musicale sempre migliore. Il nostro augurio al Rock In Roma.

Il programma:
Alt-J – 14 giugno
Slipknot – 16 giugno
Fedez – 20 giugno
Sam Smith – 21 giugno
Slash ft Miles Kennedy – 23 giugno
Mumford & Sons – 30 giugno
Damian Marley – 1 luglio
The Chemical Brothers – 2 luglio
J-Ax – 4 luglio
Robbie Williams – 7 luglio
Stromae – 8 luglio
Noel Gallagher – 9 luglio
Verdena – 14 luglio
Muse – 18 luglio
Litfiba – 24 luglio
Lenny Kravitz – 27 luglio
Tame Impala – 26 agosto
Linkin Park – 6 settembre

Biglietti disponibili su ticketone.it

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