Home > Recensioni > Rodolfo Montuoro: Nacht

Un uomo e il suo palcoscenico

Rodolfo Montuoro è un attore e un uomo di cultura. Non che sia un attore per davvero, ma la sua dizione e le movenze suggerite dal suo cantato conducono inevitabilmente a pensare a un uomo di teatro.

I due EP precedenti, “Orfeo” e “Lola”, sfociano in un album di notturni, questo “Nacht”, che include anche tre brani inediti e due remix.
Il cantautorato è vivo e pulsante, le citazioni e gli omaggi sono frequenti, la strumentazione è ricchissima, le collaborazioni non si riuscirebbero a contare sulle dita di dieci mani: Francesco Moneti dei Modena City Ramblers al violino, Naomi Berrill e Ilaria Lanzoni agli archi, Vincenzo Vasi al theremin, Massimo Giuntini alla cornamusa, tre bassisti. E questo è solo un elenco approssimativo dei musicisti che compaiono all’interno di “Nacht”

Ma, su tutti, a regnare incontrastata è la chitarra elettrica di Giuseppe Scarpato, che conferisce al lavoro un sapore di rock classico stemperato soltanto dagli arrangiamenti preziosistici degli altri strumenti.

La produzione è eccellente e raffinatissima. Il talento è indiscusso. La ragione per cui “Nacht” non coinvolge mai troppo è individuabile in un elemento ben preciso: le composizioni hanno l’aria di scaturire tutte da forti esperienze emotive MA – sarà il surplus di strumentazione, sarà che non si trovano più all’interno di lavori chiusi e limitati come erano i mini-album – di fronte all’ascoltatore talvolta si fermano, rimandendo freddo lavoro intellettuale.

Pro

Contro

Scroll To Top