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Rodolfo Montuoro: Orfeo

Sol per te bella Euridice benedico il mio tormento

La dizione di Rodolfo Montuoro zoppica, la sua fonetica è particolare. Dopo qualche ascolto queste incertezze diventano il suo stile, intonato e sussurrato.

“Nacht” è un progetto diviso in tre uscite digitali, ciascuna lunga come un EP. Si inizia con “Orfeo”, che come già accaduto nel repertorio di Montuoro trasfigura una storia di sentimenti umani in personaggi appartenenti ad un contesto chiaro per il lettore.

In “Orfeo” ritorna l’uso della trasfigurazione nel mito, nella leggenda greca di Orfeo ed Euridice; si ricorre all’innovazione della frammentazione dei contenuti, distribuiti digitalmente. Si vuole centellinare per lasciare all’ascoltatore la tranquillità della scoperta.

Ma gli echi settantiani dei tempi in cui progressive rock e concept album erano come una parola sola si sentono. Non è affatto un male, considerando che gli arrangiamenti rappresentano la parte più preziosa di questa prima triade di canzoni.

“Orfeo” contiene nella sua struttura il tormento vago dei violini in momenti di confessione intimistica, e la pienezza di chitarre elettriche mescolate talvolta al theremin nei momenti più corali. “La Svolta” è il brano che presenta la più completa tavolozza cromatica: il sax è un flautato movimento che vena la sensazione dell’amore incerto, in quel mitologico momento in cui il bacio a Euridice significa per Orfeo la dannazione eterna alla notte del cuore.

La prima parte di “Nacht” è musicalmente notevole e getta le basi di una fedele attesa per il seguito di questa epopea rock dedicata alle mitologie della notte.

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