Home > Recensioni > Roll The Dice: In Dust

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Suspense

Due svedesi e un thriller musicale.
Malcolm Pardon e Peder Mannerfelt usano le note per torturare i propri ascoltatori, ponendoli in uno stato di angoscia e martellante agitazione dove ogni equilibrio dipende da quanto le corde del pianoforte siano tese.

Inevitabile il crollo dei nervi quando l’organo si intromette per addensare la nube di incertezze o se i sintetizzatori provano gusto a giochicchiare con chiavi e tonalità minori che creano reazioni spontanee di subbuglio.
Un esperimento psicologico spezzato in undici tracce totalmente strumentali, ciascuna farcita di una media di sei-sette minuti che solo in rari momenti lasciano prendere fiato alla vittima.
Da provare (soprattutto in caso di masochismo).

Non aspettatevi i richiami agli storici Tangerine Dream, pionieri del krautrock: l’album del 2010 è lontano dal recente “In Dust”, e forse dietro ci sta qualche elaborazione in più.
Non sono facili, ‘sti svedesi, ma se avrete il coraggio di sottoporvi ai loro ferri potrete capirli.

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Contro

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