Home > Recensioni > Roma 2015 — Campo Grande

Correlati

Tra i film che la Selezione Ufficiale della Festa del Cinema di Roma 2015 presenta in collaborazione con Alice nella Città, la sezione parallela dedicata al cinema per ragazzi, c’è “Campo Grande” dell’artista visiva e documentarista brasiliana Sandra Kogut.

Due fratelli, Ygor di otto anni e Rayane di sei, vengono abbandonati dalla madre di fronte a una casa di Ipanema, a Rio de Janiero. Loro vengono da Campo Grande, una delle zone più povere della città; sono smarriti, cercano di convincersi che la mamma. Da qualche parte, così dicono, c’è anche una nonna. A trovarli però è Regina, che vive con la giovane figlia Lila, e dovrà suo malgrado prendersene cura.

Sandra Kogut lavora con efficacia su una tipica storia a misura di bambino, e i piccoli protagonisti Ygor Manoel e Rayane do Amaral (che non avevano mai recitato prima) tratteggiano due figure autentiche, vivaci, piene di spirito.

Il risultato è un dramma diretto con sensibilità, dove cinema del reale (sarebbe improprio parlare di documentario, ma lo sguardo sui luoghi non è mai mediato da esigenze di messa in scena) e racconto di formazione si fondono con semplicità.

Eppure, a “Campo Grande” manca qualcosa. Il percorso di maturazione che attende i bambini e la donna che li accoglie lo immaginiamo fin dall’inizio e, specie nella parte centrale, troppe scene (ben girate, va detto) si accumulano senza nulla aggiungere a un racconto piuttosto lineare.

Giusta, in ogni caso, la collocazione in Alice nella Città, che vuole offrire agli spettatori giovani e meno giovani la possibilità di scoprire cinematografie geograficamente lontane, naturalmente con un occhio di riguardo al mondo delicato dell’infanzia.

Pro

Contro

Scroll To Top