Home > Recensioni > Roma 2015 — Experimenter

Negli anni ‘60 all’Università di Yale il giovane psicologo sperimentale Stanley Milgram, di origini ebraiche centroeuropee, dopo aver sentito del processo del nazista Adolf Eichmann che si difendeva affermando di aver soltanto obbedito a ordini superiori, concepisce un esperimento comportamentale sull’obbedienza.

A un campione di persone apparentemente perbene viene chiesto di somministrare scosse elettriche di intensità sempre maggiore a uno sconosciuto chiuso in una stanza semi-insonorizzata con la scusa che fosse un’esperimento sulla memoria di questo. Lo sconosciuto è in realtà un complice che non riceveva alcuna scossa ma urlava come sotto tortura. Contro ogni previsione, il 65% del campione arrivava a somministrare la scossa di intensità massima nonostante udisse le urla provenire dalla stanza insonorizzata. Il professor Milgram viene accusato dai media ma anche dai suoi stessi colleghi di aver ingannato i soggetti facendoli persino sentire colpevoli di una mostruosità che il professore stesso paragonava al genocidio degli ebrei.

Experimenter” di Michael Almereyda, in Selezione Ufficiale alla Festa del Cinema di Roma 2015, fa un notevole passo oltre il compitino di adattare la biografia di Milgram, e costruisce una sceneggiatura che nel descrivere gli esperimenti ha un tono da documentario, con Milgram (interpretato con notevole flemma da Peter Sarsgaard) che esce spesso e volentieri dal personaggio, rompe la quarta parete e si fa narratore, anzi divulgatore scientifico. Geniale la carrellata di soggetti dell’esperimento, che sulla carta potevano sembrare piccoli ruoli da comparsa, ma sono interpretati invece con una personalità tridimensionale da ottimi attori, fra cui i più conosciuti John Leguizamo, Anton Yelchin, Taryn Manning (l’invasata religiosa Pennsatucky della serie “Orange Is the New Black”).

Il fascino della ricostruzione in costume e la musica discreta e tesa di Bryan Senti accompagnano le riflessioni etiche che il film provoca (almeno nei più ignoranti in materia di psicologia, come me, che sentano parlare per la prima volta degli esperimenti di Milgram).

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