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Festa del Cinema di Roma 2015 – Incontro con il regista e gli attori di “Belle & Sebastien – L’avventura continua”

In Alice nella Città, la sezione autonoma e parallela della Festa del Cinema di Roma dedicata ai ragazzi, è stato presentato il secondo film della serie di “Belle & Sebastien” (tratto dai racconti di Cécile Aubry e dalla serie televisiva). Abbiamo visto il fim (ecco la recensione), che uscirà nelle sale italiane l’8 dicembre, e abbiamo incontrato il regista del secondo episodio Christian Duguay, il piccolo Félix Bossuet, l’interprete del padre Thierry Neuvic e il produttore Clément Miserez.

 

Al regista Christian Duguay: il suo esordio cinematografico fu con “Scanners 2″, sequel del film di David Cronenberg. Adesso torna in patria con un altro sequel, anche se di genere completamente diverso. Qual è stato il suo approccio, questa volta?

Accidenti, con “Scanners 2” torniamo a quasi trent’anni fa! Quando mi hanno proposto “Belle & Sebastien 2” non ero molto intenzionato a accettarlo. Il mio agente però ha insistito, e dopo aver visto il film di Nicolas (Vanier: regista del primo episodio, ndr) ho scoperto delle affinità inaspettate con la mia sensibilità. Nel mio cinema amo approfondire i rapporti umani, ma allo stesso tempo amo il lato spettacolare di una storia, anche se non è un film d’azione. Il primo film era molto rispettoso della serie televisiva originale, e volevo attenermi anch’io al tono dell’originale, approfondendo appunto l’aspetto dei rappoorti umani, in una storia dove era importante veder maturare le emozioni nel piccolo Sebastien. Poi mi sono appassionato alla tematica della paternità e dell’accettazione della paternità, che mi sta molto a cuore.

Com’è stata girata la scena dello scontro fra il cane Belle e l’orso selvatico?

È stata abbastanza complessa. A pochi giorni dalle riprese di quella scena sono stato informato che avere un cane e un orso nella stessa inquadratura era fuori discussione. Allora abbimo pensato a varie ipotesi, fra cui quella di usare un peluche. Alla fine per le scene di lotta abbiamo messo una pelliccia addosso a un attore che così bardato si accapigliava e dava zampate al cane. Abbiamo persino dovuto installare dei ventilatori per rinfrescarlo poiché erano giornate molto calde.

Inoltre c’era questo problema con il cane che, in quella scena, non riusciva a sembrare abbastanza cattivo. Il suo addestratore si è messo di impegno, e ha trovato il modo di farla arrabbiare: ha inchiodato il suo osso preferito a un asse di legno che le sventolavamo davanti, così che aprisse le fauci e mostrasse i denti quando ci serviva.

A Félix: nel film precedente il tuo personaggio era un bambino molto più chiuso e selvaggio, mentre in questo episodio si apre di più e scopre addirittura l’amore. Il tuo Sebastien sta crescendo?

Sì, e per me non è stato facile interpretare le scene con la ragazzina. Era un po’ difficile quando per esempio il regista ci chiedeva di prenderci per mano.

Al regista: Si è instaurato qualche rapporto particolare con i cani utilizzati per il ruolo di Belle?

Se è stato possibile realizzare un film così intenso è grazie alla collaborazione di tutti, certamente; lavoravamo con quattro cani, che spesso scappavano, e a quel punto dovevamo interrompere. Poi era difficile riprendere a girare con la stessa intensità dopo quelle interruzioni. Ma in questi casi Thierry ci aiutava a recuperare quella intensità, perché con la sua dedizione e  generosità riusciva ad imporre la sua forza di figura paterna. 

Al produttore Clément Miserez: L’anno scorso si vociferava di una nuova serie televisiva per “Belle & Sebastien”. C’è ancora quell’idea, o è quella che si è poi trasformata in questo sequel?

No, in realtà noi prevediamo di realizzare una nuova serie animata, mentre per il cinema speriamo di completare la saga con un terzo capitolo.

A Félix: quali sono state le difficoltà e quali le occasioni di divertimento nell’interpretare questo ruolo?

(Félix) Fra le difficoltà ricordo in particolare le scene durante l’incendio. In queste situazioni, dove sentivamo molto caldo perché il fuoco, anche se sempre controllato, era vicino, era difficile rimanere nel ruolo.

(Duguay) Preciso però che nessun animale è stato maltrattato! L’incendio era sempre controllato, senza scintille o esplosioni di alcun tipo. È vero che il calore disturbava la concentrazione. Ma persino il picolo Felix ha sopportato questo fastidio da bravo professionista. E pensare che nel primo film invece aveva sofferto il freddo!

(Félix) Ci sono stati poi anche momenti divertenti, per esempio nella scena dell’attraversamento della grotta, quando mi è arrivata in testa una corda, e ci abbiamo riso sopra.

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