Home > Recensioni > Roma 2015 — Little Bird

Vladimir Beck ha 23 anni e “Little Bird” (“Pticka”, in Selezione Ufficiale alla Festa del Cinema di Roma 2015, è il suo secondo lungometraggio dopo “Skinless”. Non è raro che i nuovi registi russi siano così giovani e ben preparati (Beck ha studiato all’Istituto di Cinematografia Gerasimov a Mosca), e loro opere, purtroppo quasi sempre confinate nel circuito dei festival, sono spesso piuttosto interessanti.

“Little Bird” è un ritratto fresco e vivace dell’infanzia, o meglio del delicato momento che separa infanzia e adolescenza. Vladimir Beck, autore anche della sceneggiatura e del montaggio, esclude gli adulti dal racconto e si concentra esclusivamente sui legami, passionali ma anche crudeli, che si creano tra i giovanissimi protagonisti.

Ne risulta un’opera acerba nella disarmante sincerità con la quale Beck mette in scena gli amori e i dolori assoluti di questi ragazzini, ma al tempo stesso matura nella costruzione di uno sguardo volto a cogliere la magia terribile delle emozioni.

“Little Bird”, scrive Vladimir Beck nelle note di regia, «non è un film sul primo amore, perché non è importante che sia il primo. Non importa nemmeno che sia amore. È un sentimento indefinibile che travolge il mondo dei protagonisti allontanandoli dalla realtà, catturandoli e consumandoli».

Niente di più semplice, niente di più umano, niente di più difficile da rappresentare al cinema. Beck ci riesce perché non teme né la bellezza delle immagini (il film è curatissimo dal punto di vista estetico, la fotografia — qui è di Kseniya Sereda — ha sempre un ruolo di primo piano nelle produzioni russe) né lo slancio romantico che nel finale sfiora quasi il fantastico.

E poi “Little Bird”, essendo diretto da un regista poco più che ventenne, ha il pregio di non essere un film nostalgico: Beck non cerca di far presa sui ricordi degli adulti, piuttosto parla ai ragazzi, a chi quelle esperienze le sta vivendo. Non ha caso “Little Bird” viene presentato dalla Selezione Ufficiale della Festa in collaborazione con la sezione parallela Alice nella Città, dedicata proprio agli spettatori più giovani.

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