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  • Roma 2015 — The Walk

    Diretto da Robert Zemeckis

    Data di uscita: 22-10-2015

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Io non avevo mai sentito parlare di Philippe Petit prima che il documentario sulle sue prime imprese, “Man on Wire” (2008) di James Marsh, vincesse il premio Oscar. Da allora l’attenzione è tornata sul funambolo francese, che comunque ha scritto memorie e trattati sulla sua arte e tutto quello che la riguarda, ma data la natura spettacolare di quest’arte è inevitabile che si guadagni i titoli di giornale soprattutto quando è il grande carrozzone del cinema a ricordarsi di lui. Quest’anno Robert Zemeckis ha finalmente terminato la sua opera celebrativa dell’artista francese, che arriva nelle nostre sale questa settimana, il 22 ottobre, e che abbiamo visto in anteprima alla Festa del Cinema di Roma.

Nel film Philippe Petit è interpretato da Joseph Gordon-Levitt, e da lui narrato guardando in camera dal suo podio: la corona della Statua della Libertà a New York. Philippe ci racconta della sua vita da artista di strada, prima illusionista e giocoliere, e poi funambolo allievo del ceco Papa Rudy (interpretato da Ben Kingsley), della famiglia circense degli Omankowsky. Ma la seconda parte del film è tutta dedicata alla preparazione del “Colpo” del 6 agosto 1974: tendere un cavo fra le torri del World Trade Center ancora in costruzione, camminarci sopra in equilibrio per lo stupore dei numerosi e minuscoli passanti di Manhattan, e fare la Storia.

Robert Zemeckis si vanta di voler essere pioniere delle ultime tecnologie al servizio del linguaggio cinematografico, e fu uno dei primi a salire sul carro del 3D subito dopo “Avatar” con il suo film d’animazione “A Christmas Carol”. Ma in “The Walk” più che mai la proiezione stereoscopica trova una sua giustificazione anche artistica nel restituire il punto di vista vertiginoso di Petit sospeso su 400 metri di vuoto fra i due mastodonti di acciaio e cemento crollati nel 2001. Proprio la tecnologia, quella del 3D (non nativo, per giunta!) e della ricostruzione in computer graphics della New York del 1974, traduce la prosa suggestiva e illuminante che scopriamo nei libri di Philippe Petit. Ricordiamo a tal proposito che torna in libreria in Italia il libro da cui è tratto il film, “The Walk – Toccare le nuvole”, per le edizioni Ponte alle Grazie, che hanno portato in Italia anche i suoi “Trattato di funambolismo” e il saggio “Creatività”.

Lo sforzo tecnologico è uno dei tre pilastri del film, dove gli altri due sono Joseph Gordon-Levitt, artista poliedrico a sua volta che ama mettersi in gioco e che proprio da Philippe Petit e da un figlio di Omankowsky ha imparato a camminare in equilibrio sulla fune, e la colonna sonora di Alan Silvestri, un epico concerto che spazia dalla frivolezza e spontaneità delle strade parigine al rispetto sussurrato dell’impresa newyorchese, accollandosi poi anche il peso del fil rouge di tutto il film, l’altro protagonista: le Torri Gemelle e il costante ricordo che non sono più lì, e che le immagini che vediamo sono quelle, ormai, di una leggenda. Le Torri sono cadute e non l’artista.

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