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  • Roma 2015 – Walking Distance (Distancias cortas)

    Diretto da Alain Gagnol

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Nella peggiore topaia di una periferia messicana vive confinato Federico Sánchez, Fede, obeso di 200 chili e impossibilitato a fare lunghe distanze a piedi. Il suo hobby è la fotografia, ma chiuso in casa esaurisce presto i soggetti delle sue foto. Un giorno si decide a uscire e faticosamente raggiungere il laboratorio fotografico in fondo alla strada, dove fa la conoscenza del commesso, il diciassettenne Paulo. Intanto il cognato Ramón gli insegna a fare fotografie più interessanti e asseconda il suo desiderio di viaggiare, contro il parere della sorella Rosaura, iperprotettiva e guastafeste.
Con calcolata lentezza e delicatezza, l’esordio al lungometraggio del regista messicano Alejandro Guzmán mette in scena il testo di respiro teatrale della sceneggiatrice Itzel Lara. Non c’è spazio per il vittimismo: la compassione per la condizione del protagonista Fede (esordio del musicista Luis “Luca” Ortega, che qui compone anche la gradevole colonna sonora) lascia il posto all’ammirazione per il leggero ma continuo lavorìo e i movimenti lenti ma decisi, ipnotici, messi in scena con un gusto consapevole per la composizione dell’immagine.

“Distancias cortas”: un titolo che con sfrontatezza giudica e condanna il protagonista a vivere entro distanze ridotte, su percorsi consolidati ma dove manca il senso della vita. Ma Fede si ribella alla condanna. Al posto del vittimismo interviene allora il buonismo, l’amicizia mai corrotta di uno sconosciuto e di un parente acquisito, di maggiore sostegno che non la dedizione apatica di una consanguinea come la sorella. Nella sua ultima scena lasciamo la sorella Rosaura rassegnata e livida per il viaggio che Fede è deciso a fare. Però è in lacrime, triste, condannata come ci sembrava Fede nel primo fotogramma del film, un obeso brutto, puzzolente e inchiodato a letto per tutta la vita. Forse meriterebbe anche lei il suo film, il “giorno fortunato” che possono regalarti due nuovi e insperati amici capaci di non fermarsi alle apparenze.

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Contro

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