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Roma Folk Fest: si festeggia la seconda edizione

Venerdì sera all’insegna del folk al Lanificio 159, noto locale di musica live a Roma, dove si è svolta con successo la seconda edizione del Roma Folk Fest. La rassegna inizia presto, intorno alle 20, e nonostante ciò già c’è un discreto numero di persone quando Livia Ferri, vincitrice del contest legato alla rassegna, inizia la sua performance dando ufficialmente inizio alla lunga serata di musica live.

A seguire Alessio Bondì, vincitore lo scorso anno del contest, Viva Lion!, Vincent Butter, Lorenzo Lambiase e G.B. Husband And The Ungrateful Sons, che a noi sono piaciuti abbastanza, ma per ragioni di brevità preferiamo portarvi subito nel cuore della serata, al momento in cui muoversi nel locale è iniziato a diventare difficile, quando intorno alle 22 è arrivato il momento dei Bastian Contrario.

I Bastian Contrario, come loro stessi hanno spiegato sul palco, erano in 5 ma sono rimasti in 2, vista la difficoltà di trovare persone pronte a condividere fino in fondo la passione per la musica, facendo da buoni campani di necessità virtù. Fausto Tarantino e Salvatore Prezioso infatti riescono nel loro live ad alternarsi agli strumenti e, con l’aiuto della tecnologia, a suonare come fossero ancora in 5. Tra un “Elogio Della Felicità” e un “Due” i circa 30 minuti a loro disposizione passano in un lampo e non si può che salutare il duo proveniente dalla “terra dei pazzi e delle mozzarelle”, come loro la definiscono, con un caloroso applauso.

Nuovo rapido cambio palco prima dell’esibizione di UNA, ovvero Marzia Stano, cantante pugliese che dimostra un’enorme energia e una rara grinta sul palco, oltre che una splendida voce. UNA interagisce col pubblico non solo chiedendo loro di battere le mani a tempo, ma anche chiacchierando tra un pezzo e l’altro. Così prima di introdurre “Il Lavoro”, la sua rivisitazione della canzone di Piero Ciampi, fa un sondaggio per capire quante persone in sala hanno un contratto a tempo indeterminato. Per chi è curioso di saperlo il risultato è 7 su circa 200 persone presenti. Con “Non È Colpa Delle Rose” anche la sua esibizione giunge al termine e arriva il turno dei Ki?.

Il Ki? sono un collettivo composto da Roberto Angelini, Marco Fabi, Matteo Gabbianelli (assente della serata), Simone De Filippis, Nicoletta Nardi e Giuseppe Mangiaracina, alla prima esibizione live insieme. Coerentemente col loro nome, i Ki? sono saliti sul palco in kimono e hanno portato un sound orientale che ha dato una chiara idea dell’influenza di Taketo Gohara sull’Ep di prossima uscita, “Mono”. Vedere Roberto Angelini suonare il lap steel è ipnotico e ci ha letteralmente incantati, non ce ne vogliano gli altri artisti sul palco.

Andati via i Ki?, è quasi l’una quando arrivano sul palco Ilaria Graziano e Francesco Forni per la chiusura della serata con Roy Paci e la Velvet Brass. A iniziare sono inizialmente Graziano e Forni con “Come”, canzone del loro ultimo disco pubblicato nel 2013, “Come2Me”. Il viaggio nel repertorio del duo folk continua fin quando Ilaria annuncia che per continuare hanno bisogno dei rinforzi e sul palco arrivano Roy Paci e la Velvet Brass per iniziare con “Filibusteria” e restare a dar man forte col proprio fiato fino alla fine del concerto. L’accostamento è quanto mai azzeccato e il quartetto d’ottoni conquista il nostro orecchio. Inutile soffermarsi su Roy Paci alla tromba, chi ha avuto la fortuna di vederlo sa cosa significa, e a chi ancora non l’ha fatto consigliamo di provvedere quanto prima.

Il concerto finisce intorno alle due, ma per chi vuole si continua col dj-set. Vista l’ottima riuscita della serata, non ci resta che aspettare la terza edizione del Roma Folk Fest.

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